Il grande Gualino di Giorgio Caponetti (Utet, 2018)

In questa settimana ho letto un libro acquistato molto di recente in formato ebook dal titolo Il grande Gualino*, vita e avventure di un uomo del Novecento di Giorgio Caponetti, edito da Utet nel 2018. L’interesse suscitato dal volume in realtà non riguardava il protagonista di questa biografia romanzata (che per ignoranza non sapevo chi fosse), quanto piuttosto il mio interesse per la fine dell’Otteocento e l’inizio del Novecento. Mi aspettavo infatti un quadro più dettagliato della società e della cultura precedenti allo scoppio della prima guerra mondiale.

Purtroppo l’autore non è riuscito a conquistarmi. La documentazione è notevole, ma per quanto dettagliato, la trama manca di “anima” e di collocazione temporale. La storia si apre con il matrimonio tra Riccardo e Cesarina. Parecchi anni di differenza tra loro, ma entrambi figli della buona borghesia con una passione che li accomunerà per tutta la vita che è quella per l’arte. Grazie al patrimonio che Gualino, finanziere spregiudicato, ma anche imprenditore con un occhio proiettato al futuro, riesce a mettere insieme, i coniugi raccolgono una della più grandi collezioni d’arte del loro tempo. Un fiuto davvero eccellente nel campo della musica, del teatro, dell’architettura, della pittura, della scultura.

L’opera si compone di tante micro-scene, spesso davvero troppo micro per i miei gusti. L’unica parte in cui Caponetti si dilunga un po’ di più è quando il protagonista finisce al confino a Lipari.

Alla fine della lettura mi è rimasta la sensazione di suspence, come se mancasse qualcosa per capire davvero a fondo questa personalità così camaleontica, ma che ha fatto la storia (e non solo italiana).

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