Letture private

E’ da un po’ che ci giravo intorno.

Leggo, leggo e continuo a leggere. Lo faccio perché mi viene naturale. Lo facevo anche per lavoro (ma non al lavoro). Sono una bibliotecaria da vent’anni e tra carta e web ho perso il conto dei miei viaggi letterari.

Ho voglia di raccontare dei miei libri – quelli che possiedo nelle mie biblioteche private: quella tradizionale fatta di metri e metri di libri più o meno impolverati e quella virtuale raccolta nel mio inseparabile kindle.

Parlare di libri, di lettura, di biblioteche e di librerie (fisiche e virtuali) è nel 2020 un vezzo da snob. Ne sono consapevole. Più che mai dopo l’esperienza che abbiamo vissuto a causa del Covid-19.

Tutto mi dice che sono fuori tempo massimo.

Cosa devo dirvi? Non ho giustificazioni, ma lo faccio lo stesso, nella convinzione che l’atto più facile al mondo sia quello di aprire un libro e leggerlo. Oggi quando cerco una cosa che nel tempo non mi ha mai stancato è proprio questo: leggere. Questa sono io. E sono tornata.

Cercherò di racconatare le mie letture private con in mente alcuni obiettivi precisi:

  • per cominciare: vorrei tenere a mente tutto quello che leggo;
  • per deformazione professionale mi piacerebbe promuovere la lettura come atto economico, facilmente raggiungibile da chiunque e, secondo il modesto parere, socialmente indispensabile;
  • per rassicurare che leggere è divertente, ma anche difficile soprattutto se non lo fai da quando hai smesso di andare a scuola (ma non è mai troppo tardi per ricominciare);
  • perché leggere è un atto di auto-educazione che porta valore e perché permette di trovare una nuova visione del mondo.