La corsara di Sandra Patrignani (Neri Pozza, 2018)

Adoro le biografie. Adoro le biografie di donne che possono insegnarmi qualcosa di loro e di me. Sono sempre stata affascinata dalle donne scrittrici. Mi sono accorta durante la quarantena che la mia collezione di biografie di donne è piuttosto vasta. Purtroppo la scelta di ordinare la biblioteca familiare in ordine alfabetico per autore della parte di narrativa mi impedisce di vedere quante effettivamente siano e quando in pieno lockdown mi sono presa la briga di spazzolarli dalla polvere uno per uno mi sono accorta che non avevo e non ho bisogno di allontanarmi troppo dal mio appartamento per essere felice.

Sì, perché leggere mi rende una persona più serena.

Neri Pozza, 2018

Leggere La corsara* di Sandra Petrignani, edito da Neri Pozza nel 2018, mi ha lasciato incantata, senza parole perché ce ne sarebbero troppe da dire, con un forte desiderio di rileggerlo e di comprarlo in versione cartaceo.

Ebbene sì, per quanto economico e pratico sia il mio vissuto kindle, il tempo mi ha portato a concludere che alcuni volumi vanno “vissuti” in maniera tradizionale. Non sono una nostalgica del profumo della carta, ma sono convinta che il mio cervello per memorizzare meglio abbia bisogno ancora del supporto tradizionale. E questo volume va ricordato. Non è uno di quelli “usa e getta”. Va custodito e riassaggiato senza ingordigia anche nel tempo.

Di Sandra Petrignani possedevo già e avevo letto La scrittrice abita qui* edito sempre da Neri Pozza nel 2011. Una raccolta di saggi dedicati ad autrici che hanno fatto la storia della letteratura nostrana e internazionale (Grazia Deledda, Marguerite Yourcenar, Colette, Alexandra David-Néel, Karen Blixen, Virginia Woolf). Ricordo il fascino e anche la frustrazione perché tutte la scrittrici avrebbero avuto diritto ad un intero volume ciascuna.

Ne “La corsara” invece ci si perde fino all’ultima riga nella vita e tra gli scritti della Ginzburg. La ricerca condotta dalla Petrignani è notevole. Vita e scritti di una donna che vissuto un pezzo di storia della politica e dell’editoria italiana. E’ impossibile non restare a bocca aperta leggendo delle tante menti insigni che hanno costellato il suo cammino e della sua evoluzione umana di fronte alle tante avversità che ha sopportato.

All’inizio ho avuto la tentazione di fermarmi ad ogni riferimento a titoli, autori che vengono sezionati in questo prezioso saggio, ma il rischio era che non sarei mai arrivata alla fine. Mi sono imposta di arrivare in fondo. E ne è valsa la pena.

L’autrice è riuscita a far entrare il lettore nella vita della Ginzburg: quella umana, professionale, politica e storica. I suoi ideali profondi. La sua idea di famiglia. Di editoria. Di scrittura. Di come la società stesse cambiando sotto i suoi occhi. Del ruolo della donna. Del suo essere una spettatrice di un’epoca che stava finendo, con la consapevolezza di esserlo e di non apprezzare quella che stato arrivando. Nelle ultime pagina si ha la tentazione di non arrivare in fondo perché sono intrise dalla malinconia che lo scorrere del tempo aveva pervaso la sua esistenza.

Posso definirlo un meta-saggio perché permette, grazie alla lunga bibliografia di andare oltre il volume. Ti lascia il desiderio di rileggere Lessico familiare* e Le piccole virtù*. Non solo. Se ne apprezzano anche le prefazioni dei tanti colleghi e critici che hanno assistito alla sua produzione editoriale.

Se dovessi dare un voto da uno a cinque, il mio sarebbe un dieci e lode.

*Link affiliato Amazon