Insoliti complimenti tra donne

– Uau, mamma! Sei bellissima!

– Grazie Pallottolina.

– Stai benissimo con quei jeans.

– Dai, non esagerare. Sono pantaloni, in fondo. Uso sempre pantaloni, solo che questi sono blu.

– No, mamma. Con quelli grigi sembravi una mamma. Un po’ stanca. Che stai sempre a leggere…

– E invece adesso? Cosa sembro?

– Adesso sembri una donna!

– Mmm?

– No, cioè. Sembri una donna, ma sei anche la mia mamma – tuffandosi sul fianco e stringendo la solita Simonetta forte-forte come quando sente di avere la sua “felicità nel cuore”.

La terzogenita ha la capacità di risvegliare una mattina grigia e afflosciata dall’umido della nebbia mista a pioggia. Per fortuna la solita mamma ha provveduto a comprare due paia di jeans (il secondo – le ha fatto notare la commessa le sarebbe costato la metà), così la sensazione di sentirsi bellissima e donna la accompagnerà per un po’ di tempo.

Insoliti complimenti tra donne.

5 Comments Insoliti complimenti tra donne

  1. Bridigala

    Tenerissima! Chiedo scusa se vado off topic, ma sento la necessità di comunicare che ho comprato per la biblioteca il libro del solito papà, e la prima lettrice si è premurata di dire che le è piaciuto proprio tanto, bella trama, bella Venezia, bel senso dello humor, spero di non offendere l’autore riferendo che la lettrice lo ha paragonato a Malvaldi. Quindi, complimenti, appena riesco a leggerlo io potrò aggiungere la mia voce. ;-).
    Chiara

    1. Simonetta B.

      Grazie per il gradito off topic.
      Il solito papà ne sarà orgogliosissimo (e anch’io).
      Buon we 🙂

    2. Michele Catozzi

      Ciao, Chiara, il solito papà ringrazia sentitamente! E il paragone con Malvaldi fatto dalla lettrice è per me davvero un onore, diglielo pure (alla lettrice…). Se non ci foste voi donne a leggere, cosa scriveremmo a fare noi…
      Quando leggerai Acqua morta, fammi sapere cosa ne pensi.
      Buon weekend!

  2. Bridigala

    Salve! Letto in fretta, come prima lettura, perché lo devo spedire con il giro macchina di lunedì, io sono una divoratrice di libri e ammetto che in alcuni casi salto le descrizioni. Qui non si poteva, ho studiato a Venezia, non posso più praticarla per questioni fisiche, ma la amo alla follia, dello stesso amore che Aldani (e l’autore) dimostrano per questa città. I veneziani sono tratteggiati con precisione, la trama e’ fin troppo attuale, potrebbe serenamente essere successo in un determinato periodo della storia del Veneto, il paragone con Malvaldi (che ,per inciso, mi piace) calzante perché lo spirito del venessian, signore e commerciante insieme, nobile affarista, magagnato ma con la lingua pronta, può tranquillamente far le scarpe a quello dei toscanissimi vecchiacci del Bar Lume. Farò del mio meglio per rendere più noto possibile il romanzo e per spingere i miei amanti dei gialli (ma non solo loro, sia chiaro) a prendere in considerazione questo romanzo, che mi ha davvero lasciato il gusto dei cicheti di quella che è anche la mia Venezia.

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