Insoliti fucili e nove anni

– Quest’anno, mamma, il mio compleanno viene di domenica.

– Eggià, quindi cosa vuoi fare? Lo sai che è il tuo giorno e puoi decidere quello che vuoi.

– Mmm, mamma io voglio un fucile con il mirino.

– Ah, e poi?

– Vorrei quello bello come quello di amico T., ti ricordi quale? Vero?

– Cosa ne dici se qualche giorno prima facciamo un salto al negozio a vedere se c’è quello che vuoi tu?

– Sììì, però oggi abbiamo judo. Domani c’è scout. Domenica di nuovo scout.

– Facciamo così, usciamo un’ora prima dell’appuntamento col judo e ci fermiamo strada facendo.

– Ok, mamma. Ti adoro lo sai vero?

– Anch’io amore ti adoro, ma poi, cosa vuoi di speciale per il tuo compleanno?

– I proiettili. Una bella scorta.

– Intendevo da mangiare. Vuoi qualcosa di speciale?

– La pizza bianca, le patatine e, se vuoi, prendi un po’ di gelato per le bambine e per te.

– Nient’altro?

– Ah, sì. La sera del compleanno posso addormentarmi con te nel tuo letto? Così mi racconti come sono nato?

Era un martedì sera e tutto andava nella norma, ma tu avevi voglia di venire a conoscerci. Hai aspettato il mercoledì mattina alle 00,20 per nascere in un giorno pari. Eri e sei il bambino più bello del mondo. La prima voce che hai sentito era quella del tuo papà, quella che ogni sera, ancora dopo nove anni, hai voglia di ascoltare prima di addormentarti quando ti racconta storie strane e insolite che nessuno – a parte voi due – condividete.

Ti adoro cucciolo, ogni giorno, ogni settimana, ogni mese e ogni anno di più.

Mamma

Insoliti fucili e nove anni.