Materia preferita: libri

Convegno Aa 2015Ieri la solita Simonetta ha assistito ad un convegno dal titolo “Materia preferita: libri” (per il programma e gli interventi leggete qui) in veste di bibliotecaria. E’ stata una giornata lunga e intensa (e anche faticosa), ma ha risposto in pieno a tutta una serie di riflessioni che spesso – chiusa nelle piccole biblioteche dell’entroterra – si fa da sola.

Non si creano lettori abituali facendo festival, mostre, spettacoli, letture animate e quant’altro.

Aiutare un bambino a imparare a gustarsi la lettura di una storia richiede tempo, costanza, rispetto e tempo. Tutto ciò dovrebbe partire dalla scuola che ha gli strumenti per avviare un progetto di promozione autentica, ma – da madre – la solita lettrice suppone che un bel contributo possa nascere già (o anche) in famiglia.

La professoressa Silvia Blezze Picherle è stata chiara e dura allo stesso tempo: non ci sono scorciatoie! Dal 1987 al 2014 il numero dei giovani lettori è sempre stata in crescita. Dal 2014 non più. Perché? Perché a tutti gli spettacoli, le letture animate, i festival e le promozioni-spot sui libri è mancata una cosa semplice: il bambino come protagonista attivo. Pennac e i suoi diritti del lettore sono stati sbandierati a destra e a manca, ma non sono stati agiti. “Il verbo leggere non sopporta l’imperativo”, eppure se il bambino deve togliere il pannolino gli viene somministrato un albo, se deve togliere il ciuccio pure, se deve cominciare la materna si salvi chi può. Il bambino associa la lettura/libro a un problema che l’adulto deve risolvere. La solita mamma non vi nega di essere caduta nello stesso tranello (il solito blog ve lo può testimoniare).

La Blezze non ha risparmiato qualche stoccata alla letteratura per l’infanzia (autori ed editori storici compresi). Bisogna scegliere albi e libri di qualità. E di qualità molto alta. I bambini non sono stupidi. Al contrario, secondo gli studi recenti, sarebbero molto più intelligenti dei grandi.

Gli interventi di Luigi dal Cin e di Antonio Ferrara sono stati di una freschezza e di un’intelligenza straordinari. Se non li conoscete, vi consiglio di iniziare dai loro tesori editoriali (dove parte del loro essere viene fuori gioco forza e, se mai vi capitasse di averli a portata di libreria-biblioteca, non fateveli scappare). Enzo Covelli – libraio esilarante di Trani – ha aggiunto la sua esperienza di non-lettore e di non-studente che all’alba dei suoi vent’anni, dalla garitta dell’isola d’Elba di un carcere di massima sicurezza (ovviamente come guardia penitenziaria) ha scoperto la magia delle storie tanto da farne diventare la sua professione.

Cosa rimane di tutta la giornata?

Leggere e insegnare ad apprezzare la lettura è un’attività che si può fare. Basta volerlo. Basta decidere di farlo. Non è una gara. Non si vedono subito risultati tangibili (come può esserlo un disegno alla fine di un laboratorio), ma – fidatevi – ci saranno nel cervello (e nello spirito critico) dei vostri/nostri bambini e vostri. Solo così i bambini cresceranno da persone libere (e lo saranno da adulti).

Insolito back to school col botto ;).