Insoliti esploratori

ore 17 di un insolito mercoledì pomeriggio, ultimo in biblioteca prima delle ferie estive.

vrrr,  sibilo di un sms: Pallina è stata morsa da una medusa. Vado dalle bagnine e poi ti aggiorno.

Come da manuale alle cinque del pomeriggio in biblioteca, nonostante il caldo, la solita donna non riesce a chiamare il solito compagno di disavventure e rimane col magone e con tanta – troppa – ansia.

un’ora dopo.

vrrr,  sibilo di un sms: siamo tornati a casa. messa crema a Pallina, comincia a sgonfiarsi.

ore 19

vrrr,  sibilo di un sms: sono in terrazza a bere il caffé per tirarmi su. sono distrutto. Pallina sta meglio.

Pallina vince il premio di famiglia per essere la prima umana pallosa ad essere abbracciata da una medusa (sì, la medusa l’ha abbracciata e il segno dei tentacoli non lasciano dubbi in proposito).

– Mamma, guarda! – la secondogenita al rientro della solita bibliotecaria in serata.

– Amore, ma voleva proprio fare amicizia con te quella medusa!

– Mamma, ma fa malissimo!

– Ci credo, amore.

E poi rivolgendosi al solito papà.

– L’acqua era torbida?

– No, eravamo in quattro tutti vicini. L’acqua era trasparente e nessuno se ne è accorto. Le bagnine però erano pronte. Evidentemente non eravamo il primo caso della giornata. All’inizio quando Pallina mi ha detto che le bruciava non le ho dato peso. Il tempo di arrivare a riva e si è gonfiata sulle braccia e sul collo. Ho preso paura e ho solo pensato di portarla a casa con l’occorrente in caso di reazioni allergiche. E’ figlia tua…

– Ehm… Sei stato bravissimo.

– E poi ho trovato per strada i vicini F. che mi hanno dato un mano.

– Certo però…

– Però…

– Era la prima volta che andavi al mare da solo con i bambini…

– Non me lo dire! Mai più.

Il solito papà odia la spiaggia, la sabbia e la salsedine. Da quando i soliti figli sono dotati di elaborazioni scientifiche superiori a “mamma-cacca-pappa”, il suo orgoglio maschile lo spinge a superare le proprie superfettazioni mentali (e il timore del giudizio filiale) e ad accompagnare prole e compagna al mare (rigorosamente accompagnare). La prova-medusa (alla quale sarebbe stata impreparata anche la solita Simonetta) ha messo dura prova il suo ego e il suo sistema nervoso.

Dopo cena, la solita mamma e il primogenito.

– Mamma, quando vieni pizzicato da un medusa devi togliere i pezzettini di medusa dalla pelle, poi lavare bene bene la parte e non bisogna grattarsi. Alla fine devi mettere una cremina che ti fa calmare il dolore.

– Bravo Pallino. Sei un vero esperto adesso. Tutte queste istruzioni le hai imparate dalle bagnine oggi?

– No mamma! Io le sapevo già.

– Ah ecco! E come facevi a saperle?

– Mamma! E’ scritto tutto nel Manuale dell’avventura*, no?

– Hai altre istruzioni utili?

– Certo! Vuoi sapere cosa fare in caso di attacco di un branco di lupi? Se esplode un vulcano? Se ti morde un serpente?

– Magari un’altra sera, ok?

– Mamma?

– Sì?

– E’ un po’ che non trovo più quel manuale sai dov’è? Potrebbe sempre essere utile…

– Sarà in giro per casa.

– Me lo cerchi?

– Mpf… qui c’è il manuale delle giovani marmotte? Può andar bene lo stesso per questa sera?

– No mamma. Non va bene. Io non sono mica un papero!

– Ah! Ok… fai bei sogni paperotto. Ti voglio bene.

– Anch’io. Domani me lo cerchi, vero?

– Ok, ora dormi piccolo esploratore.

Insoliti esploratori crescono (e hanno un’ottima memoria).

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