Le solite idee chiare

A passeggio nel centro storico di Pesaro, la solita città, i bambini sono autonomi. Qualche passo più avanti la solita mamma ascolta i discorsi delle figlie alle prese con alcuni dubbi esistenziali estivi.

– Pallottolina, ma tu cosa vuoi fare da grande? Facciamo che cuciamo? – la secondogenita settenne.

– No, io non voglio cucire – la terzogenita solitamente remissiva alle proposte della sorella maggiore.

– Ma, sì! Pensa che bello, possiamo farci i vestiti da sole – continua Pallina.

Per la cronaca la solita famiglia in formato ridotto passava sotto un arco dove piccoli negozi di abbigliamento sfoggiano personalissime vetrine fuori dal comune.

Da dove venga in mente a Pallina l’idea di fare la sarta, non è dato sapere.

– No, non voglio cucire. Io voglio fare la mamma!

La solita adulta improvvisamente sente le sue spalle contrarsi e trattiene per un momento il respiro. Poi non può fare altro che immischiarsi nei fatti delle sue figlie.

– Amore, ma la mamma lavora, oltre che stare con voi – prova a far notare la solita adulta.

– Sì, ma io voglio fare la mamma e basta.

– Dopo un po’ potresti aver voglia di fare qualcos’altro. Pensa se la mamma stesse sempre con te, dopo un po’ non ti stancheresti di averla sempre intorno?

– No, io voglio fare la mamma come te.

– Anche quando sono una rompiscatole che ti dice di mettere a posto la tua camera?

– Sì!

– Anche quando ti dice di non lasciare in giro le infradito del mare piene di sabbia?

– Sì!

– Ok, mi arrendo.

Mai la solita Simonetta ha pensato di fare la mamma nella sua vita. Anzi, quand’era bambina la terrorizzava solo l’idea. Con gli anni, ha scoperto di volere provare l’esperienza di avere un bambino (va be’, poi si è fatta prendere la mano e ne ha fatti tre, ma questi sono piccoli dettagli). Essere madre le sta a pennello, ma non ha mai creduto – nemmeno nei momenti più “ormonali” – di doverlo o poterlo fare come scelta al 100%.

La vita è bizzarra o semplicemente riesce a sbeffeggiare con una certa dose di ironia la femminista che alberga nella solita Simonetta. Una cosa è certa: il futuro è una continua sorpresa e l’idea che i soliti figli abbiano le idee chiare la lascia perplessa. Non per il tipo di scelta, ma per l’ottimismo che traspare dai loro occhi che tutto possono volere e sperare.

– Pallino e tu? Cosa vuoi fare da grande – la solita mamma rivolta all’ottenne maschio di Pallandia Home sempre ritroso a parlare di sé.

– Mmm… il medico o lo spazzino – è stata la risposta del primogenito con un sorriso malconcio per via del mal di denti che lo assilla da qualche giorno.

– Ma non volevi fare il subacqueo?

– No, voglio fare il dottore o lo spazzino.

Ecco, appunto. Idee chiare. Ogni giorno una diversa e tutto meravigliosamente possibili.

Le solite cose belle.

2 Comments Le solite idee chiare

  1. Velma

    Io ogni tanto cambio idea.
    Io.
    Figuriamoci un bambino.
    Va be…no. Da bambina avevo le idee chiare: volevo fare l’ingegnere, volevo
    Pensa te.

    1. Simonetta B.

      Per me , loro, hanno davvero le idee chiare. Intorno a questi capisaldi non si schiodano da un po’. La new entry è la piccola. Boh :).

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