I soliti pomeriggi al mare

All’arrivo in spiaggia, appena scesa dalla bicicletta e ancora sulla passerella per arrivare all’ombrellone, la solita mamma e la prole al seguito replicano tutti i giorni (o quasi) la stessa pantomima.

– Mamma possiamo fare il bagno?

– Datemi il tempo di spogliarmi e poi andiamo in acqua.

– Mamma, hai preso le maschere?

– Di chi sono le maschere?

– Nostre, ma che c’entra? Le hai prese?

– Mamma, mi ha portato il costume di ricambio con gli sbrilluccichi?

– Non lo so. Hai controllato se si era asciugato?

– Mamma, ma poi possiamo fare un altro bagno?

– Ma non hai ancora fatto il primo!

Loro, i soliti figli hanno già ammucchiato random i caschi delle biciclette, occhiali, chiavi dei lucchetti, asciugamani, magliette, pantaloncini sui lettini e sono diretti in riva al mare, mentre lei – la solita donna – è ancora grondante di sudore e con una voglia matta di scappare verso casa.

Dopo il bagno, che dura quelle due ore circa e nelle quali i tre pargoli non possono essere abbandonati a loro stessi in mezzo al mare:

– Cambi prima me?

– Io non faccio la doccia.

– Fate la doccia e provate a cambiarvi da soli i costumi bagnati.

– Però Pallino lo aiuti sempre, non è giusto!

– Cosa hai portato di merenda?

– Cracker e biscotti.

– Ma io volevo le schiacciatine.

– E io volevo gli altri biscotti, non questi!

– Ma poi possiamo fare un altro bagno?

– Vado ai giochi!

– Vado dalla mia amica E.

– Io vado in cerca della mia amica M.

Loro – i soliti figli – finalmente si avviano verso nuove distrazioni e la solita Simonetta prova a strecciare costumi inzuppati, asciugamani insabbiati, maschere e briciole per potersi sedere.

– Mamma, mi dai l’acqua?

– Mamma posso andare ai bagni I.?

– Mamma, ma io ancora fame.

– Mamma, possiamo fare un altro bagno?

– C’é Pallino? E’ venuto al mare? – un amico random.

– Sì, dovrebbe essere ai giochi.

– Mamma, mi scappa la cacca.

Loro – i soliti figli – hanno mille esigenze, nella maggior parte dei casi quelle necessità si accavallano e si moltiplicano per tre. La solita mamma adora(va) andare al mare per prendere il sole, leggere ed abbronzarsi.

Dicevano i soliti luoghi comuni che la vita di mare rendesse leggermente nervosi, eccitabili, incazzosi soprattutto i bambini. I soliti figli sono la serenità fatta persona. E’ la solita Simonetta a dare segno di squilibrio in quel di Pesaro. Sempre quei luoghi comuni sostenevano anche che, con il crescere dei figli, le loro esigenze si sarebbero ridimensionate lasciando alle genitrici una certa libertà di movimento (che poi la solita donna non avrebbe bisogno di movimento, quanto piuttosto di riuscire a stare stesa sul lettino qualche mezz’ora a pomeriggio, non di più!). Alla solita donna viene in mente un’unica sintetica parola: stronzate!

Questi sono i soliti pomeriggi al mare. Tutto qua :).

Il rientro al tramonto a Pallandia Home non è meno sincopato, ma questa è un altra storia.