LAVA: Chiedilo alla mamma, chiedilo al papà

Leggere per la solita famiglia è un piacere. Qualcuno potrebbe sorridere di questa affermazione. Io stessa lo farei se non ci fossi dentro fino al collo e perché nella vita per lavoro faccio la bibliotecaria e perché come donna apprezzo un buon libro e, come madre, perché penso che tra le altre cose la lettura faccia davvero bene al cervello dei soliti figli. Finito il pippone ;)!

Ci sono libri che meritano di essere letti (e gustati) a prescindere da tutto il resto, come nel caso di Chiedilo alla mamma. Chiedilo al papà* scritto da Cristina Petit, illustrato da Antongionata Ferrari, edito nel 2015 da Valentina edizioni.

Ci sono giorni di pioggia in cui si deve stare a casa. Le reazioni da parte dei membri della famiglia in formato figlio unico raccontate dalla Petit sono differenti.

Chiedilo alla mamma“Bene!”, pensa la mamma che ha tanto lavoro da sbrigare e deve finire il suo libro.Chiedilo al papà“Bene!”, pensa il papà che deve aggiustare un sacco di cose e leggere il giornale.Chiedilo alla mamma. Chedilo al papà“Malissimo!!!”, pensa Martino che voleva uscire a giocare.

E’ così che comincia una sorta di partita a ping-pong tra mamma e papà, impermeabili alle richieste di Martino (e pallina suo malgrado da ping-pong).

“Posso travestirmi da zorro?”

“Posso stare nudo con il mantello, la maschera  e la spada?”

“Posso vedere i cartoni animati violenti che non posso vedere mai, nudo con il mantello, la maschera  e la spada?”

“Mentre vedo i cartoni animati violenti che non posso vedere mai, nudo con il mantello, la maschera  e la spada, posso mangiare un chilo di pop corn?”

L’escalation è memorabile e divertentissima, perché entrambi i genitori, sordi alle richieste volutamente assurde del bambino, non rispondono mai NO, ma rimpallano all’altro genitore che a sua volta non risponde NO spedendo il bambino al mittente.

La solita Simonetta ha letto questo albo innumerevoli volte perché i bambini si divertono a vedere cosa escogita il protagonista per attirare l’attenzione dei suoi genitori, costruendo – con la ripetitività nella narrazione – una sorta di piramide di azioni eccezionali che, è lapalissiano, crollerà prima o poi (come avviene sul finale e non potrebbe essere diversamente). Resta però un libro che parla anche di incomunicabilità: tre persone sotto lo stesso tetto vivono esistenze parallele emotivamente lontane tra loro. La mamma mette a posto la casa, mentre il padre legge il giornale (in queste attività qualche perplessità sugli streopti di genere alla solita donna è sorta eh!). Martino è solo. Non si tratta di una solitudine fisica, ma emotiva. Solo quando i genitori non sentono più domande – senza ascoltarle – si pongono il problema di cosa stia combinando il figlio.

E’ un albo per bambini, ma anche per noi adulti.

Se il tema dell’albo di Cristina Petit coglie nel segno (so che – in buona fede – cerchiamo di dare il 100% ai nostri pargoli, ma sono altrettanto consapevole di non incontrare il plauso di alcuni di voi mettendo a nudo certe nostre – mie sicuramente -debolezze), non potete perdervi un altro capolavoro sulle assenze emotive di noi grandi come Mi porti al parco? di Fabian Negrin.

Buon weekend a tutti :).

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Chiedilo alla mamma. Chiedilo al papà Book Cover Chiedilo alla mamma. Chiedilo al papà
Cristina Petit, illutrato da Antongionata Ferrari
Albi illustrati
Valentina
2015
32