LAVA: l’intimità della lettura con i bambini

Il ricordo di un genitore che ci ha letto delle storie quando eravamo bambini è più forte e persistente di ogni altro ricordo perché porta con sé la certezza di essere amati (Rita Valentini Merletti)

Dopo questa citazione, credo che non serva aggiungere altro.

Lo dico da professionista delle biblioteche, lo ribadisco da appassionata del progetto Nati per leggere fin dal suo esordio quindici anni fa e lo sottoscrivo da madre.

Quando lavoro e incontro dei bambini mi permetto di leggere loro delle storie. E’ importante che a scuola, in biblioteca, in libreria o al mare ci sia qualcuno che legga loro dei libri (possibilmente belli) e che quel Qualcuno sia uno sconosciuto.

Se quel Qualcuno però è una mamma, un papà, una zia o un adulto di riferimento significativo, quella storia acquista maggiore peso per il bambino. Ho già parlato della protezione che offrite per il fatto stesso di essere voi, proprio voi, a leggere quella storia.

Quando tra queste pagine virtuali parlo di Lettura A Voce Alta (pomposamente lo chiamo metodo LAVA)  intendo questo. Se una persona adulta è libera di vivere l’intimità della lettura, perché possiede gli strumenti per farlo, il bambino ha bisogno di voi. Voi siete il suo supporto imprescindibile.

La vostra voce è lo strumento, insieme alla vostra presenza – che spesso è un vero e proprio abbraccio, quando tenete il bambino tra le ginocchia – che gli permetterà di provare con tutto sé stesso la storia.

Con la voce manifestate i vostri sentimenti, anche se non vorrete. Non a caso se un libro non piace a voi, nemmeno al bambino piacerà. Lo sentirà dalla vostra voce.

La vostra voce interpreta la storia: le accelerazioni, le pause, l’urlo o i sussurri sono la punteggiatura attraverso i quali il libro diventerà una vera storia compiuta.

La voce entra in risonanza con l’emozioni che immagini e testo trasudano. E’ attraverso voi e la vostra voce che la storia acquisterà colori diversi.

E’ sempre attraverso la voce che manifestate un pensiero. Soffermarsi su alcuni punti della storia – senza essere pedanti – rafforza la storia e il viaggio che i protagonisti percorrono insieme a voi e il vostro bambino.

Con questo non voglio dire che Prosciutto e uova verdi* del Dr. Seuss o A caccia dell’orso* di Michael Rose e Helen Oxenbury letti all’asilo o in biblioteca perdano il loro valore intrinseco e gioioso, solo che se sarete voi a farlo aggiungerete un ingrediente in più – voi che leggete per loro – che i vostri figli porteranno ricorderanno per sempre.

E chissà, magari saranno dei lettori da grandi.