Ci sono giorni, ancora

Ci sono giorni in cui ti manca l’aria, e non è solo colpa delle graminacee.

Ci sono giorni in cui ti senti persa, e non è solo colpa del tuo pessimo senso dell’orientamento.

Ci sono giorni in cui ti manca qualcosa, come sapere perché la bava delle lumache rimane appiccicata al muro e quando tua figlia te lo chiede per la terza volta di fila mandi ripetuti sms a tuo marito che pensa che ti manchi solo qualche rotella.

Ci sono giorni in cui ti senti di avere tutto, anche se non fai viaggi mirabolanti, non possiedi una porsche e non vesti prada.

Ci sono giorni in cui sai di percorrere la strada giusta, perché è lì che devi andare pur non sapendo il perché e perché quando ti raccontano con semplicità la rivoluzione che il digitale sta compiendo e perché l’ebook non è il nemico e che leggere slow è un’occasione, tu ti senti insolitamente nel tuo habitat naturale perché così dev’essere.

Ci sono giorni in cui nella tua striminziata cucina, tu, tuo marito e tua figlia cinquenne vi ritrovate al tramonto a parlare di filosofia e capisci che non hai capito niente della vita, perché non è la bava il problema ma il fatto che le lumache stiano appiccicate ai muri contro ogni regola della fisica la vera meraviglia.

Ci sono giorni così.

I soliti.