Tutto ciò che sappiamo dell’amore di Colleen Hoover (Fabbri)

Ci sono libri che chiamano la solita Simonetta, nonostante la copertina, nonostante il titolo, nonostante… Tutto ciò che sappiamo dell’amore* di Colleen Hoover (Fabbri), tradotto da Giulia De Biase è uno di questi.

Il titolo originale è Slammed e quindi la solita pignola è andata a pescare la traduzione, ma ancora niente giustificava la sua attrazione per quel libro per Young Adult (o come lo definisce la sua autrice New Adult book).

E’ una storia d’amore, lo si capisce subito. Come pure si comprende dopo poche pagine che, per quell’amore, non c’è storia. Will è un prof del liceo e Lake è una studentessa di quello stesso liceo dopo il trasferimento della sua famiglia nel Michigan. Gli ingredienti di un libro per giovani adulti ci sono tutti. All’amore fanno da contraltare il dolore e la morte. Sentimenti forti che acchiappano anche il lettore meno avvezzo fino all’ultima riga.

Lui è orfano di entrambi i genitori e ha dovuto crescere troppo in fretta per diventare tutore del fratellino, rinunciando al college, alle feste e al football. Tutta la sua vita è concentrata su quell’unico obiettivo. Lavorare per lui e il fratello per garantirsi un futuro, senza distrazioni di sorta.

Lake ha perso da sei mesi il padre e la madre ha deciso di accettare un lavoro più remunerativo nel Michigan per garantire ai due figli una maggiore sicurezza economica. Lake e Will però vivono in due villette vicine e i loro fratelli diventano amici per la pelle, correndo da una casa all’altra tutti i giorni per giocare. E’ difficile pel loro evitarsi e rinunciare a un sentimento che li coinvolge, nonostante tutto. E fin qui nulla di strano.

La vera protagonista di questo libro però è la poesia. Will accompagna Lake a una serata di Slam. Lo Slam è poesia orale, ma “con un elemento in più rispetto a quella tradizionale: l’elemento della della performance, dell’esibizione“. Autori di poesia di sfidano ogni giovedì sera, regalando le loro emozioni in versi al pubblico. Il cuore del lettore (la solita Simonetta di certo!) ne esce a pezzi, perché la Hoover parla di violenza, di adozione, di vita e di morte ed è difficile non venire risucchiati nelle storie di ciascun poeta seppu dilettante. Anche le emozioni dei protagonisti diventano versi, perché la poesia comunica emozioni, anche quando quelle, le emozioni che ne sono all’origina, non appartengono più al suo autore.

La morte. L’unica cosa inevitabile, nella vita.
Alle persone non piace parlare della morte
perché è una cosa triste.
Non vogliono immaginarlo,
che la vita andrà avanti senza di loro,
e che tutti quelli che amano
dopo un breve disperare,
continueranno come sempre a respirare.
Non vogliono immaginarlo,
che la vita andrà avanti senza di loro,
che i loro figli comunque cresceranno
si sposeranno,
invecchieranno…
Non vogliono immaginarlo,
che la vita andrà avanti e avanti senza di loro,
le loro cose saranno vendute,
sulle loro cartelle cliniche sarà scritto “archiviato
e il loro nome sarà nient’altro che un ricordo
che tutti quelli che hanno conosciuto.
Non vogliono immaginarlo,
che la vita andrà avanti senza di loro,
e così, invece di accettarla e di guardarla in faccia,
evitano l’argomento, lo ignorano del tutto,
sperando e pregando, che,
in qualche modo…
la cosa non li riguarderà.
Che la morte si dimenticherà di loro,
e passerà al prossimo della lista.
No, loro non volevano neanche immaginarlo che la vita
sarebbe andata avanti e avanti…
senza di loro.
Ma la morte
non li ha dimenticati:
Invece. Gli si è parata davanti,
guardandoli bene in faccia,
la morte travestita da un autoarticolato
avvolto in una nuvola di nebbia:
No.
La morte non li ha affatto dimenticati.
Se solo fossero stati preparati
ad accettare l’inevitabile.
Se solo avessero fatto i loro piani,
se avessero capito che non si trattava solo della loro, di vita.
A diciannove anni, legalmente sarò stato anche un adulto.
Ma io, di tutti questi anni, sento solo il peso.
Impreparato e sopraffatto
dall’avere, all’improvviso,
la vita intera di un bambino di sette anni
nelle mie mani.
La morte. L’unica cosa inevitabile, nella vita.

L’intreccio si complica parecchio. La morte e il dolore accompagna i protagonisti e i loro fratelli fino all’ultima riga. E’ un libro duro per certi versi, ma che è impossibile non apprezzare e non restarne coinvolti. Di certo, il titolo che l’editore italiano ha scelto per uscire nel nostro paese ne sminuisce il valore e non gli rende giustizia.

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Tutto ciò che sappiamo dell'amore Book Cover Tutto ciò che sappiamo dell'amore
Collen Hoover
Zona Ya
Fabbri
2015
285