Tre albi per non avere paura del lupo

La settimana scorsa ho iniziato una nuova esperienza virtuale che assomiglia un po’ a quello che faccio in biblioteca quando lavoro. Ci sono temi che appassionano più di altri e che nei più picoli creano una sorta di dipendenza buona (visto che si tratta di storie).

Ce l’hai un altro libro come questo? – mi chiedono. Quel come questo non può essere deluso, no? Il lupo è uno di quei personaggi che piace e spaventa allo stesso tempo, che ammalia e seduce piccoli e grandi.

Questa è solo una prima selezione di tre albi per non avere paura del lupo. Dovrò prevederne delle altre quanto prima ;).

Lupo* di Livier Duzu, edito da Jaca Book nel 2004 è fuori commercio.Lupo Ogni pagina dell’albo di piccolo formato aggiunge un particolare del protagonista indiscusso: il lupo.
Ecco qua il mio naso, ci metto anche il mio occhio e adesso l’altro occhio, guardate le mie orecchie.
Poi ecco i miei denti, adesso gli altri denti e finalmente la mia testa mi metto il tovagliolo grrrrrrrr grrrrrrrr.

L’immagine del lupo si forma pagina dopo pagina. Quando finalmente il lupo è al completo, l’autore lo fa diventare sempre più grande, dando la sensazione al lettore che l’animale si avvicini tanto che la bocca spalancata in primo piano fa davvero paura.

Al massimo della tensione narrativa tutta giocata sulla prospettiva, il lupo ridiventa più piccolo e lo si vede seduto a tavola mentre mangia una bella carota.

Sono sicura che in qualsiasi biblioteca mediamente fornita, potrete sperimentarlo insieme ai vostri bambini.

In Pluf!* di Philippe Corentin edito da Babalibri nel 2000Pluf il lupo affamato vede un bel pezzo di formaggio in fondo ad un pozzo. Si sporge per prenderlo ma pluf e ci casca dentro.

Un albo divertente sulle strategie da parte del lupo per soddisfare il suo grande appetito, in un tira e molla autentico, giocato sul formato del libro che permette visivamente alla corda del pozzo di salire e scendere con il secchio ospitando a turno il lupo, il porcellino e i coniglietti, lasciando il lupo sempre affamato e senza pranzo. La suspense è la chiave del successo di questo libro. La ripetitività del su e giù del secchio ripropone la paura che il malcapitato di turno venga mangiato dal lupo cattivo. Il sospiro di sollievo finale, quando tutti sono salvi, e il povero lupo no, è garantito, come pure il desiderio dei più piccoli di rileggerla (sapere che alla fine il lupo non mangerà nessuno permette ai giovanissimi lettori di riassaggiare l’emozione che fa da sfondo a tutta la storia).

Il lupo che voleva essere una pecora* di Mario Ramos edito da Babalibri nel 2008Il lupo che voleva essere una pecora racconta la storia di Piccolo Lupo che vorrebbe tanto essere una pecora. Gli altri lupi scoppiano subito a ridere.

Allora Piccolo Lupo si azzittisce “In ogni caso, sono troppo stupidi per capire!” dice tra sé e sé. Piccolo Lupo sogna di uscire dal bosco e raggiungere il cielo. Ma per volare ci vogliono le ali e i lupi non ce le hanno. Piccolo Lupo, però, ha guardato a lungo le pecore: anche loro non hanno le ali eppure, a volte, le vediamo in cielo.
Così comincia il viaggio del protagonista per scoprirsi lupo, ma non uno qualsiasi, ovviamente.

I lupo è solo un’occasione per l’artista per parlare di identità e di quel senso di inadeguatezza che a volte ci portiamo addosso.

E’ probabile che questo albo sia tra i meno famosi di Mario Ramos, autore più conosciuto per gli altri suoi lupi (Sono il più forte, Sono io il più furbo*, Sono io il più bello*), con i quali gioca sul filo delle fiabe più tradizionali rendendo il lupo cattivo, meno pauroso.

Lupo che voleva essere una pecora, Il Book Cover Lupo che voleva essere una pecora, Il
Mario Ramos
Albi illustrati
Babalibri
2008
40