Io no… o forse sì di David Larochelle (Bianconero)

Io no!… O forse sì* di David LaRochelle (Biancoenero) è un libro straordinario.

Si apre con: “Tutti hanno un segreto di cui si vergognano, e il mio è veramente brutto. Sono un ballerino di square-dance. E vado a ballare con mia madre. Non sto parlando di una serata una volta all’anno. Sto parlando di una cosa seria, square-dance tutte le settimane, con le donne che indossano morbide gonne a quadri che sollevano da una parte all’altra, e gli uomini che portano camicie da cowboy in colori coordinati, e tutti danzano con addosso una grossa targhetta di plastica a forma di nota musicale con il proprio nome.
E la parte più brutta di questo segreto è… che mi piace per davvero.” In verità il vero segreto di Steven è un altro.

Steven il protagonista del romanzo di LaRochelle è un ragazzo di sedici anni e una mattina, quando  il nuovo supplente entra in classe, si scopre a provare una certa attrazione per lui. Non si è mai posto il problema, ma ritiene che alla sua età sia necessario correre ai ripari, perché lui non è… Va in biblioteca e ruba un libro per capire come imparare a provare attrazione per le ragazze. Purtroppo, secondo il manuale sottratto, Steven sarebbe un caso disperato e i suggerimenti dell’autore lo portano a mettere in campo tutta una serie di comportamenti per recuperare. Frequentare ragazzi con un alto tasso di testosterone: per un mese si siede a tavola con la squadra di hockey, ma non succede nulla. Tappezzare la camera di immagini di ragazze in bikini, ma anche in questo caso non accade niente. Fissare un appuntamento dietro l’altro con le ragazze della scuola. Niente. Nessun bacio, nessuna tenerezza riesce a modificare il fatto che a Steven le ragazze non fanno effetto. La trama è divertente, senza mai ridicolizzare i timori del protagonista.  Ogni nuova strategia messa in campo per essere come gli altri ragazzi condanna Steven a gestirne gli effetti che risultano vincenti dal punto di vista sociale (i braccialetti “del dolore” diventano di moda, i suoi inviti mettono in moto una gara tra le ragazze per uscire con lui), ma altrettanto comici per il lettore.

Rachel, la migliore amica di Steven, è una fanatica ambientalista, ma anche l’unica abbastanza sensibile a temi di ampio respiro ad aver capito che l’amico è gay e, quando finalmente Steven glielo confesserà, si dimostrerà la vera amica che è sempre stata, fin da quand’erano piccoli.

I genitori di Steven sono una coppia mal assortita di adulti disattenti alle vere esigenze del figlio e a tratti ridicoli, recuperando sul finale.

Il tema centrale del romanzo non è solo la scoperta dell’omosessualità da parte del protagonista, ma la mancanza di riferimenti autentici per un giovane alla ricerca di risposte alle domande più semplici: come riconosco un altro gay, cosa fanno i gay di diverso. Steven vuole solo parlare per chiarirsi le idee, niente altro. Solo a tre quarti del libro compare per la prima volta la parola “gay” ed è esattamente quello il momento in cui Steven ammette con se stesso che a lui non piacciono le ragazze proprio. Dice ad un certo punto alla madre: “Non sono gay perché ho portato un cane al ballo. Ho portato un cane al ballo perché sono gay.”

E’ una storia delicata, coinvolgente ed estremamente insolita per il mercato editoriale italiano. Dopo Oh, boy* di Marie-Aude Murail (Giunti), un altro titolo che racconta l’omossesualità ai ragazzi senza paternalismi facili.

Insoliti davvero, quelli di Biancoenero (che è con questo titolo finalista al Premio Andersen 2015 tra i migliori libri per ragazzi over 15).

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Io no!... O forse si Book Cover Io no!... O forse si
David La Rochelle
Zona Ya
Biancoenero Edizioni
2014
224