(In) maestre che vanno in pensione

A settembre il solito primogenito ha cambiato una delle maestre che, se non ci fosse stata, si sarebbe dovuta inventare. E’ stata una maestra per i bambini, ma anche per i genitori che l’hanno vista sempre bella, solare, affettuosa e dolcissima accompagnare i loro bimbetti nei primi passi insicuri della scuola elementare. Le regole della pensione, per chi ha la possibilità di andarci, non ammettono deroghe ed è giusto che sia così anche in quel caso la maestra avrebbe volentieri accompagnato la classe fino in quinta.

Oggi sarà la volta di un altra maestra storica dei soliti figli che andrà in pensione. Si tratta di un’insegnante della scuola materna che ha conosciuto e accompagnato Pallino da quando aveva tre anni. Poi è stata la volta di Pallina, già da quando di anni ne aveva due e mezzo. Per finire, ora, era il turno dell’ultimogenita. Sei anni insieme alla solita famiglia e sembra ieri che si sono conosciuti. Qualche volta i soliti figli grandi vogliono ancora andare nella loro ex scuola materna per farsi coccolare e abbracciare come quando ci andavano lì tutti i giorni. Alla maestra G. i bambini piacciono e fanno tutti parte del suo cuore (non si potrebbe fare un lavoro come quello per più di trent’anni, se  fosse altrimenti). Quando i soliti figli la incontrano fuori della scuola non possono non saltarle ancora addosso dalla felicità e lei, come sempre, gli regala un abbraccio e dispensa consigli insoliti. Ci sarà una festa di saluto e alla solita mamma viene un groppo alla gola. La maestra G. ha detto che invece fingerà che oggi sia solo l’ultimo giorno di lavoro prima della vacanze pasquali.

A volte mancano le parole.

Insoliti arrivederci.