I cinque malfatti di Beatrice Alemagna, Topipittori

I bambini – agli occhi dei loro genitori – sono esseri perfetti. E come potrebbe essere diversamente?

I bambini, specchiandosi negli occhi dei loro genitori, si sentono perfetti. Le immagini da cui sono circondati non fanno eccezione: l’imperfezione, la diversità, l’altro non sono conpemplati. E’ molto probabile che se esistesse una versione sociale di photoshop, saremmo tutti – grandi e piccoli – dei cloni del bel personaggio di moda del momento.

Ne I cinque malfatti* di Beatrice Alemagna, Topipittori 2014, i protagonisti sono fatti male.

Il primo è pieno di buchi, è una sorta di bruco con quattri fori sulla pancia, che legge il giornale, mangiando mele e sorseggiando il caffè con il cappello in testa.

Il secondo è piegato in due, proprio come una lettera da spedire, scappa sotto la pioggia perdendo l’ombrello e con un ciuffo enorme di capelli sulla testa.

Il terzo è molle, sempre stanco e addormentato. Steso sul tetto dorme in una posizione innaturale in mezzo a tre piccioni perplessi.

Il quarto vive capovolto. La borsetta è attaccata alla caviglia e passeggia sulle mani con le gambe per aria.

Il quinto è un ammasso di stranezze: un enorme gigantesco pallone nero col cappello e due ali color crema sulla schiena.

La loro casa è grande e sbilenca (che mi ricorda molto la casa di Charlie Bucket, ne La fabbrica di cioccolato* di Roald Dahl) e i cinque malfatti, non avendo voglia di fare qualcosa, passano le giornate stabilendo chi tra loro sia fatto peggio.

Un giorno arriva un tipo davvero straordinario: bello, liscio e perfetto.Cinque malfatti - il perfetto

“Sbagliamo tutto” dicono i cinque malfatti al nuovo arrivato alla domanda “Cosa fate qui?” a mo’ di presentazione in posa.

Ah, ma non va bene! Bisogna trovarvi qualcosa, un progetto, una soluzione, un’idea!

Purtroppo al primo le idee passano attraverso i buchi, al secondo si nascondono tra le pieghe, quelle del terzo sono molli e deboli, sotto-sopra quelle del quarto e quelle del quinto sono tutte sbagliate.

Non servite a niente! Siete delle vere nullità! – disse il perfetto.

Però.

Al primo la rabbia, grazie ai grossi buchi, passa attraverso. Una bella fortuna, no?

Il secondo, con tutte le sue pieghe, può conservare tanti preziosi ricordi.

Il terzo può dormire ovunque, senza problemi. Bzzz…

Il quarto può vedere ciò che tutti gli altri non vedono, con la testa in giù.

L’ultimo, sempre pronto a sbagliare tutto, quella volta che ce la fa, organizza una vera e propria festa.

Ecco, sì! Tutti e cinque hanno di che gioire e da essere contenti, tanto da lasciare solo l’unico perfetto. Sì, un perfetto stupido.

La storia si compie grazie alle illustrazioni straordinarie di Beatrice Alemagna, i cui canoni artistici restano ineguagliabili.

I bambini si immedesimano subito con i cinque malfatti e, se avrete la pazienza di LAVA-re con loro, lettura dopo lettura, i malfatti si potranno moltiplicare, perché ognuno in fondo al cuore pensa di non essere perfetto e di avere un difetto nascosto, che insieme a voi può diventare un pregio.

Sull’aspirazione alla perfezione dei bambini, un altro libro un datato che consiglio è Ippolita la bambina perfetta* di Giuseppe Caliceti, illustrato da Mara Cerri, Arka 2005. Chissà, magari ne parlerò in un prossimo post.

I cinque malfatti Book Cover I cinque malfatti
Beatrice Alemagna
Albi illustrati
2014
40