Le solite storie

I soliti genitori cominciano ad avere un’età. Niente di nuovo, direte voi. Eppure…

– Ma secondo te qual è il filo conduttore di tutto? – lei, una domenica mattina, ancora in pigiama e a letto.

– Mamma, mi posso mettere la gonna gialla?

– Cioè? – lui, parzialmente vestito.

– Mamma, posso uscire con il monopattino?

– Nel senso, che tutto questo leggere e scrivere che facciamo, a cosa serve? Cosa lega tutto ciò?

– Mamma, ho fatto la cacca!

– Vengo io! – il solito papà, più vicino in linea d’aria al bagno.

– No, voglio la mamma! Mammaaa, vieniii!

– Vai tu, altrimenti la carovana non si muove – afferma il solito marito. E poi ancora: – Ma non ti vesti, te?

– Sto cercando di fare un discorso coerente, al limite del filosofico, facendo il bidet a tua figlia…

– Mamma, ma perché Biancaneve mangia la mela?

– Pallottolina, amore, e che ne so perché mangia la mela. Ma ti pare che una, che sta in una casetta in mezzo al bosco, a cui bussano la porta, cosa fa? Cosa dice sempre la mamma?

– Non si deve mai aprire, se non si chiede chi è!

– Appunto! Lei non solo apre senza controllare, ma fa entrare una sconosciuta e quando le offre da mangiare, cosa fa?

– Mamma, a me la frutta non piace! Io non l’accetterei!

– Fortuna! Magari, poteva anche accettare per essere cortese. Tanto ormai l’aveva fatta entrare, ma poi la mela la dava alle galline, che ne so!

– Allora cosa stavi dicendo? – il solito padre pronto per uscire, con tanto di giubbotto.

– Che ci deve essere un nesso, no?

– Dai, finisci in fretta, così usciamo. Vestiti!

– Chiedi agli altri due se si sono lavati i denti, prima di infilarsi il giaccone – la solita mamma.

Sì, insomma la solita Simonetta sta leggendo un libro (a chi interessa si tratta de L’istinto di narrare: come le storie ci hanno reso umani* di Jonathan Gottschall edito da Bollati Boringhieri) che in parte risponde ai suoi dubbi domenicali. La risposta è molto semplice e sono le storie. L’uomo, da sempre, ha avuto bisogno di storie. I bambini fanno story telling continuamente: provate ad ascoltarli quando giocano. Dal parrucchiere leggiamo storie gossip (cioè la solita Simonetta ci si imbatte là). Al cinema guardiamo storie. Le canzoni e gli spot pubblicitari ci raccontano delle storie. La vita è condita di storie. E se dopo secoli continuiamo ad averne bisogno, un motivo ci sarà.

p.s. Alla fine la solita Simonetta è rimasta sola a casa a ciondolare, mentre il resto della solita famiglia si è avviata a fare una lunga passeggiata al mare.

– Mamma, sei sempre la solita! L’ultima!

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Istinto di narrare, L' Book Cover Istinto di narrare, L'
Jonathan Gottschall
Libri per grandi
Bollati Boringhieri
2014
249
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