LAVA: Le scatole di felicità di Carl Norac e Claude K. Dubois

A Pallandia Home Babalibri prospera. Francesca Archinto è una sorta di guru per la solita Simonetta e i suoi albi sono una certezza per i soliti figli. Ops, la solita bibliotecaria vi svela un segreto: i libri di questa casa editrice sono i cosiddetti libri-cavia per i giovani neo-fruitori delle biblioteche in cui lavora. Si definiscono libri-cavia quelli che vengono proposti al piccolo neofita di una biblioteca (e accompagnatore) che preso da un’iniziale smania irrefrenabile mista a paura di fronte alla quantità sbalorditiva di libri a disposizione non sa cosa scegliere.

Tra i classici che ancora ritornano a Pallandia Home dopo anni e anni di pratica del metodo LAVA ci sono Piccolo blu* di Lionni (è un “sempreverde”, ahah!), Nel paese dei mostri selvaggi* di Sendak (buono per ricordare ai soliti figli che si può viaggiare per un anno o poco più e in lungo e in largo per un mese e per un un giorno e far ritorno dalle terre selvagge trovando ancora qualcosa di buono e di caldo ad aspettarli), Che rabbia* della D’Allancé (che alla scatola ha dato un ruolo importante) e, per non elencare l’intero catalogo, Zeb e la scorta di baci di Grey (che anche in questo caso dà alla scatola un ruolo da co-protagbonista e che a Pallandia Home non si può leggere senza affiancargli Zou* che non è più stato ripubblicato in italiano). Prima o poi la solita mamma vorrebbe tirare fuori il peggio (o il meglio di sé) facendo dei post un po’ più pallosi e professionali sulla letteratura per l’infanzia e chissà…

Con Le scatole di felicità* la solita terzogenità è entrata in loop. Se ne è innamorata e sta costruendo scatole come Lola, la protagonista.

Lola sceglie come regalo delle scatole da montare, anche se per Teo, il fratellino, non si tratta di un regalo vero e proprio. Lola non si fa influenzare: le vuole, le monta e comincia a riempirle di piccole e grandi felicità.

Come si quantifica la felicità?

L’orsetto Alfonso è una grande felicità e va nella scatola apposita. La collezione di conchiglie è una piccola felicità. Una cartolina di Simone e un sassolino a forma di cuore di Arturo sono grandi felicità.

Nel dubbio, come nel caso di un mostriciattolo che fa le bolle, l’ultimo cassetto in fondo all’armadio può fungere da scatola dei boh.

Un sogno fatto di notte va disegnato la mattina presto e infilato nella scatola della felicità: grande o piccola si vedrà. Il sogno di diventare Presidente della Repubblica per esempio non può che andare nella scatola grande. A scuola, gli amici e suo fratello non sono tutti così convinti del gioco di Lola, che al contrario la prendono in giro. Lola è una tosta e non rinuncia al suo gioco, nemmeno quando Teo infila un fazzoletto usato e una caramella appiccicosa nelle sue scatole.
Sottile e preziosa la citazione alla Scorta di baci*, quando Lola insieme a mamma e papà pensano ai baci della buonanotte come piccole-grandi felicità di fine giornata.

Incantevole il finale:

“Lola dormi? – chiede Teo al buio. Nessuna risposta. Allora Teo posa dolcemente sul suo letto la sua scatola di scuse”

Ora, fatevi un bel sospirone: è normale :). La letteratura per l’infanzia fa questo effetto ai piccoli e ai grandi. Che dire ancora? Ah sì! Questo albo sta sotto al cuscino della solita figlia perché è troppo grande (non fisicamente) per stare chiuso dentro una scatola ancora per un po’.

Buon weekend a tutti :).

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Carl Norac, Claude K. Dubois
Albi illustrati
Babalibri
2015
32