I soliti periodi così

– Sempre dalla parte sbagliata, vero?

– Sì…

– Andava per la maggiore l’allattamento a richiesta e tu che facevi?

– Allattavo a orari più o meno fissi. O meglio erano le mie tette a dirmi che era l’ora giusta, ogni tre ore circa.

– Giochi ultra-super-tecnologici fin da quando i bambini capivano l’uso delle dita, e tu cosa facevi?

– Io gli leggevo le storie, come nonna papera. Cioè. Gliele leggo ancora, veramente…

– Hai cercato la scuola migliore nell’universo per te allora e oggi per i tuoi bambini?

– No, io ho scelto quella più vicina a casa.

– Lavoro?

– Di merda, grazie. Niente di più fuori moda e fuori tempo massimo e che sta vivendo una lenta agonia nazionale e locale. E sono di nuovo in fibrillazione per la nuova gara d’appalto, con nuovi ribassi, ulteriori compromessi…

– Voglia di rimetterti in gioco? Qualche idea che ti solletica? Sai che i momenti di crisi sono i migliori per ricominciare.

– Sarebbe meglio di no, direi. Ti pare? Se investissi in bianco, andrebbe il blu. Se scegliessi il verde, andrebbe il giallo canarino…

– Allora cosa pensi di fare?

– Niente, mi piango addosso per il momento.

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