Il solito rosa o forse no

– A me piace il rosa. E’ il mio colore preferito.

– Mpf.

– E a te mamma, quale colore ti piace di più?

– Il bianco, il nero, l’azzurro.

– Però l’azzurro… – mordendosi la lingua troppo tardi.

– … è un colore da maschi. Vero? E’ questo che volevi dirmi?

– Comunque a me piace il rosa.

– Facciamo un gioco. A te piace il rosa perché è un colore da femmine. Giusto?

– Certo – la neo-settenne ringalluzzita.

– Io credo che i colori siano belli e dovrebbero piacere a prescindere dal fatto che tu sia una bambina o un bambino. Però se capisco bene il tuo ragionamento, a tuo fratello non potrebbe mai piacere il rosa. Vero?

– Giusto. E’ un colore da femmine.

– Ok, allora a lui non deve piacere il rosa perché è un colore da femmine e se lo indossasse lo prenderebbero in giro perché si è vestito da femmina. Perché? In fondo il rosa è solo un colore, no?

– Certo… – ma poco convinta. D’altronde conosce la solita mamma :).

– Se lui venisse preso in giro è perché avrebbe qualcosa di “meno”, il rosa. Il rosa, che è un colore da femmine, addosso a un maschio lo farebbe valere di meno. Secondo te, tu che sei una femmina – vestita di rosa, o anche no – vali meno di tuo fratello che è un maschio?

– No…

– Vedi? Ecco, a me piace tutto l’arcobaleno di colori perché mi piacciono i colori e non mi piace che ad un colore si dia un significato che in fondo vuole sminuirti come persona. Pallina tu sei una bambina stupenda, bella, intelligente e puoi – e devi – indossare tutti i colori che vuoi tu. Perché li scegli tu. E così dovrebbe poter fare tuo fratello.

La secondogenita è stritolata dal conformismo al ribasso che la solita mamma non tollera. E non perché abbia qualcosa contro al rosa, ma per il significato che a quel colore viene associato sempre di più.

L’altro giorno l’Amica, quella con cui la solita donna si vede a singhiozzo, quella con cui prima o poi, chissà, tornerà a lavorare un giorno, parlavano di libri e di questione di genere. I bibliotecari – purtroppo o per fortuna – respirano in anticipo i razzismi subdoli, spesso perché interpellati per contrastarli da chi ancora riesce a riconoscerli. In una scuola dell’infanzia alcune maestre hanno chiesto aiuto ai bibliotecari per ribellarsi alle richieste dei genitori che avrebbero esplicitamente chiesto la lettura di storie per maschi ai bambini e di storie per femmine alle bambine.

Le distinzioni di genere spaventano molto la solita donna, perché il limite oltre il quale si parla di discriminazione è labilissimo. E dalla discriminazione, le donne, non è che ne sono proprio fuori, eh.

Le solite cose da donne.

2 Comments Il solito rosa o forse no

  1. Avatar17enne

    Pensa che alla sua età odiavo il rosa proprio perché da femmine. E ho convertito un’intera classe di bambine al blu 🙂

    Insolite rivoluzioni degli anni duemila?

    1. AvatarSimonetta B.

      Credo che sia un problema degli adulti, prima che delle bambine. Sento “puzza” di ghetto mentale…
      Sono la solita stronza, vero ;)?
      Un abbraccio.

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