Il solito amore paterno

La solita Simonetta l’ha conosciuto parecchi anni fa. Lavoravano sullo stesso piano.

Lei era una giovane imbranata catalogatrice, aspirante bibliotecaria per ragazzi. Lui era un giovane ingegnere informatico.

Lei portava ancora i tacchi e pesava davvero troppo poco. Lui vestiva pantaloni con la riga stirata, scarpe inglesi e camicia azzurra con le maniche tirate su.

Lei era piacevole (detto da lui, quando poi si sono conosciuti meglio). Lui era carismatico (e lo è tutt’ora) e aveva una voce da brividi (ce l’ha tutt’ora).

Nel giro di pochi mesi sono andati a vivere insieme, hanno avuto tre figli  e dopo quasi 18 anni…

Una sera lei è in piedi in cucina con la voce piacevole, gracchiante e rotta dalla tosse di chi, nonostante aerosol, antibiotici e cortisone non riesce, dopo due settimane, a uscire dall’influenza pestilenziale in corso a Pallandia Home e lui fa mostra di sé davanti al naso tragicamente chiuso della solita Simo (e per fortuna che lei non sente più né odori né sapori perché la puzza di pop corn bruciati impesta l’ambiente) argomentando discorsi di alto livello intellettuale: workflow, redazione virtuale, collaborazioni, editoria e simili.
Tra loro, o meglio alle spalle del solito uomo seduto a mangiare distrattamente, lei, la piccola di casa con spazzola e piglio ruffiano di chi la sa davvero lunga e che le permetterà di conquistare il mondo.

– Papi, hai capelli grigi.

– Ma come ti permetti? Perché il workflow è fondamentale…

– Dai stai fermo che ti pettino. Continua a parlare con la mamma, però. Non pensare che ci sono io qui. – E’ quella strizzata d’occhio di sua figlia che fa srotolare alla solita Simonetta questi ultimi 18 anni di vita insieme. Lei e lui. Lui che mai avrebbe immaginato di diventare padre e che quando biologicamente lo è diventato, pensava di non esserne davvero capace. Lei che sapeva chimicamente che lui sarebbe stato l’unico padre di suo figlio (che poi sono diventati tre) e che lo avrebbe fatto con la stessa dedizione con cui fa tutto nella sua vita. Compreso farsi pettinare in cucina da un’adorabile donna di cinque anni.

– Adesso stai meglio papi. Ti adoro. Finisci di mangiare e andiamo a letto che mi devi leggere una storia.

E farsi trascinare ovunque da lei, con lei e per lei.

Il solito amore paterno.