I soliti agguati di stagione

A Pallandia Home puntuale come il prurito dopo la puntura di una zanzara tigre è arrivata l’influenza. Quella gastro-intestinale. E solo chi ne ha avuto esperienza diretta può capire quando l’insolita casalinga esprime il concetto “togliersi da sotto il naso anche solo l’idea di vomito del proprio pargolo adorato” e la gioia che ne consegue. La solita Simonetta è quella votata al sacrificio, anche per assenza assoluta di candidati disponibili a sostituirla, se ce ne fosse bisogno. Il solito padre sopporta tutto con l’aplomb di un ufficiale gentiluomo attempato, eccetto il baccalà (e il suo odore) e il vomito (anche solo l’idea vaga e lontana).

Ha cominciato il primogenito: l’anagrafe dovrà pur valere qualcosa tra fratelli. La mattina è andato a scuola senza avere voglia di fare colazione e la solita donna ha pensato che fosse solo sensibile (alla prova in classe che lo aspettava alla prima ora, alla maestra nervosa del giorno prima…), e invece la telefonata, quella che non vuoi vedere martellare sul cellulare in orario di lavoro e proveniente dalla scuola, è arrivata alle 11 precise per dire che Pallino non stava bene (si trattava ovviamente di un eufemismo, per non allarmare troppo i genitori). Due giorni di corse verso il bagno, accompagnato da madre e sorella minore splatter attenta e curiosa (adora mettersi a lato del lavandino per scoprire cosa si nasconde nello stomaco dei fratelli e guai a cercare di allontanarla).

Archiviato il primo round, è stata la volta di Pallina, secondogenita urlatrice e contestatrice di professione. Unica eccezione alla sua ribellione perenne (per zuffe verbali e discussioni è disponibile dalle 6 alle 21, anche telefonicamente, preferibilmente a orario pasti, colazione compresa), è l’influenza vomitosa. Assume la faccia grigia d’ordinanza e sta zitta. Nel suo caso lo svuotamento degli ultimi pasti leggeri si sono verificati notte tempo e conoscendo la debolezza di stomaco paterno, ha pensato bene di fare tutto il giro della casa alla ricerca disperata della sua mamma – che era a letto per la cronaca – solo per il gusto di non arrivare in bagno in tempo. D’altronde una madre cosa può fare di notte? Ecco! E l’insolita garbata non aggiunge altro, se non che la piccola guardona di casa – Pallottolina – è riuscita a rintracciare anche in quell’ora improbabile le sostanze espresse sul pavimento.

Questa mattina Pallina contestava il colletto della maglietta (pare che sia cresciuto in altezza negli ultimi giorni – o si sia accorciato il collo di Pallina, ma non è il caso di ironizzare perché la secondogenita non apprezza interruzioni alle sue inca$$ature mattutine), l’assenza dei calzini preferiti (inutile spiegarle che erano tra i panni da lavare ancora intrisi di sostanze di sua appartenenza visto che lei non ama l’ironia e il solito padre non vuole che siano fatti in sua presenza vaghi cenni a quella cosa lì) e il mercoledì pomeriggio (perché lei non è un pinguino che può stare chiusa in casa – la solita mamma non osa chiedere spiegazioni sul tandem pinguini e mercoledì con il solito papà). Questo per dire che anche la secondogenita è fuori dal tunnel.

Nell’anfratto virulento ora ci è finita la terzogenita dallo stomaco di acciaio inox: lei spurga l’influenza con febbroni da cavallo, ma non produce acidi gastrici (almeno per ora).

Buona giornata :).