Le solite cose

Ci sono giorni in cui ti alzi e vedi il sole e pensi che, sì, sarà una bella giornata.

Ci sono giorni in cui esci di casa con i migliori propositi e, no, non ne fai una di giusta.

Ci sono giorni in cui cerchi la solitudine e poi, ti guardi intorno, e ti senti circondata.

Ci sono giorni in cui vorresti solo il tasto rewind per rivivere esattamente ogni attimo trascorso e altre in cui vorresti solo il tasto di avanzamento veloce per chiudere al più presto quelle 24 ore.

Ci sono giorni in cui ti senti invincibile e altri in cui ti convinci che, no, non ce la fai più.

Ci sono giorni in cui ti guardi allo specchio e ti chiedi chi sia quella gnocca davanti a te e altri in cui eviti accuratamente la tua immagine perché sai che ti manderebbe a fanculo in silenzio.

Ci sono giorni in cui tutto ti sembra possibile e altri in cui, no, è tutto davvero impossibile.

Ci sono giorni in cui chiudi la porta di casa e vedi tuo figlio che ti corre incontro per chiederti quali film o libri gli hai portato dalla biblioteca, scavandoti un solco sulla spalla per strapparti la borsa dove curiosare e perdersi, la tua secondogenita che fa le prove in ingresso di cind-rel-la in inglese sfoggiando con orgoglio la mise della fata madrina (- Perché senza di lei quella svampita di Cenerentola stava ancora a pulire pavimenti e a lavare mutande alle sorellastre, mamma – della serie: piccole femministe crescono) e la piccola di casa che mangia gelato a tavola da sola percorrendo la strada di Scompiripiglio* (perché a lei andare in libreria fa questo effetto: compra libri insieme al padre) e dici che, sì, sei una donna fortunata.

Poi ci sono sere in cui entrando dalla porta pensi che l’uomo e le meringhe alla panna che ti ha comprato per farti una sorpresa siano un gesto così romantico da volere di nuovo avere con lui quei tre teppisti che ti hanno smontato casa in un paio di ore.

Le solite cose, insomma.

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