La solita laicità

La solita famiglia è laica e i bambini frequentano le ore di religione come partecipano alle ore di scienze e di matematica, perché è conoscenza e perché la Bibbia è uno dei più grandi libri di storie che l’umanità conosca (anche se sarebbe molto più bello che fossero lezioni di religioni).

No, i soliti genitori non lo considerano un controsenso. E sì, è la scelta che per la terza volta i soliti genitori hanno fatto.

Pallottolina è ufficialmente iscritta alla scuola primaria e a giorni la solita mamma parteciperà al suo terzo Open Day, anche se si era ripromessa di farne a meno (ma la curiosità di vedere le nuove maestre della piccola di casa è enorme).

La terzogenita cinquenne si sta già informando sulle cose essenziali del nuovo ciclo scolastico.

– Si mangia come alla scuola materna?

– No, amore. Dall’anno prossimo mangerai a casa con i tuoi fratelli.

– E la merenda?

– Quella te la porti da casa, così puoi scegliere cosa mangiare.

– Ma la frutta?

– Un giorno a settimana la scuola consiglia la frutta, ma tu fai come tuo fratello. Apprezzerai lo sforzo pedagogico delle maestre, ma dirai che non aderirai al programma educativo.

– Ma nemmeno un velo di mela?

– No, nemmeno un velo.

– Quando comincio? Ci vuole ancora tanto? – conclude Pallottolina con il suo sguardo che conquista.

– Io, mamma, te l’ho già detto ieri quando leggevamo la storia di Eva, la mela la mangio – Pallina, quasi-settenne ribelle inside.

Ci sono pochi capisaldi attorno a cui ciascun membro della solita famiglia fonda la sua esistenza. Pallottolina ha sempre avuto qualche problema a pranzare a scuola (e la solita mamma la capisce perché era così anche lei da piccola), anche se poi ha sempre mangiato tutto (eccetto la mela, nemmeno nella versione tagliata sottile come un velo dalla maestra L.), mentre per la figlia di mezzo andare controcorrente è una dote (e anche in questo caso la solita donna ne comprende – pur subendoli – ogni atto di libertà).

Insolite priorità.