Insoliti dubbi filiali

Ore 20.05. Camera delle bambine, spifferi e vento di tramontana (vale a dire un freddo porco).

Pallottolina, terzogenita, in lacrime avvolta nel piumone.

– Ma io non voglio avere figliii – Così, senza un perché. All’improvviso. Con tanto di singulti da disperazione.

– Ok, adesso calmati. Shhh.

– No, mamma. Io non posso.

– Non puoi che cosa?

– Non posso decidere.

– Infatti, hai solo cinque anni. E’ un po’ prematuro.

– No, perché i figli vengono. E io non li voglio.

– Ok, non è obbligatorio che tu da grande sia mamma. Ci sono una sacco di donne che decidono di non avere bambini. Hai ancora tempo per disperarti.

– No, mamma. Io li devo avere.

– No, amore. Tu non devi avere niente. Puoi scegliere tu, quando e se avere dei bambini. Io quand’ero piccola mica volevo avere bambini. Poi ho incontrato il tuo papà e ho pensato che se mai avessi voluto un figlio, l’avrei avuto con lui. Poi però siete arrivate anche tu e tua sorella, sempre con il tuo papà.

– Ma io non voglio che mi taglino la pancia.

– Non è detto che lo facciano. Per tuo fratello non ce n’è stato bisogno. Tua sorella invece aveva la testa dura prima ancora di nascere e allora per evitare che stesse per il verso sbagliato ancora a lungo mi hanno tagliato la pancia. E a quel punto la scelta era d’obbligo anche per te.

– Ma fa tanto male?

– No, amore. Ti fanno l’anestesia. Non senti niente, prima. Lo senti dopo, ma sei troppo felice per pensarci. E lo dimentichi subito, non appena vedi il tuo bambino negli occhi la prima volta. So che è difficile capirlo ora. Nemmeno io lo capivo finché non sono diventata mamma e non ho visto voi appena usciti dalla mia pancia nuovi-nuovi.

– Ma dopo, puoi tornare subito a casa?

– Oddio, no. Ci vogliono un paio di giorni. Ma non sei da sola. Sei con il tuo bambino. Ti ricordi i picnic che facevamo noi due alle tre di notte in ospedale insieme?

– Ok, allora io voglio impastare solo femmine.

– Emm, è l’unica cosa che non puoi scegliere. Maschio o femmina lo decide il caso, non tu. E da dove arriva l’idea dell’impasto?

– Me l’ha detto tu: ci vuole un po’ di mamma, un po’ di papi e tanto amore.

– Ah, ecco.

– Ok, vado di là, perché mi è passato il sonno.

– E no, cucciola. Adesso si dorme.