Insolite amicizie

Sembrava che il solito figlio (e la solita Simonetta) dovesse(ro) dire ciao per cessata attività a F. il 31 dicembre scorso. L’ultima volta che Pallino era andato a tagliare i capelli, F. aveva detto alla solita mamma che avrebbe chiuso i battenti dopo 51 anni di lavoro in quel posto (e 76 di vita portati magnificamente).

F. è stato il barbiere ufficiale ed esclusivo del primogenito, scoperto nella sua infinita umanità per colpa della solita scalcagnata, a sua volta infinitamente colpevole di una delle sue sperimentazioni con la quale aveva cercato di rapare a zero il figlio, allora treenne, con la macchinetta per capelli. A discolpa della solita donna c’è da dire che chi le aveva venduto a caro prezzo il potatore tricologico non le aveva spiegato quanto fosse difficile usarlo per rendere i capelli oltre che corti, dignitosi. Al calare del sole, ma era inverno e quindi faceva buio presto, la solita mamma aveva portato il suo boccoluto bambino biondo (con un buco di capelli vicino all’orecchio, e occhi imploranti pietà) dal primo barbiere disponibile in linea d’aria da Pallandia Home.
F. negli anni – cinque per l’esattezza – è sempre stato attento alla sensibilità di Pallino, perfetto conoscitore dei suoi gusti in fatto di lettura, di convenevoli (e stranezze pallose) e di tagli estivi (anche quando estate non era). Galante affabulatore d’altri tempi F. si è conquistato il cuore della solita famiglia.

Ha condiviso la storia di sua figlia, una bellissima ballerina della Scala immortalata in una foto che non si può evitare di vedere non appena si entra in negozio, e di quando, giovanissima, aveva dovuto lasciarla andare perché a Pesaro ne avevano riconosciuto le doti.
– Ma io non ero d’accordo, sa. Volevano portarmela via quando era una bambina. Poi però ha girato il mondo ballando e non posso più dire niente. La vede in quella foto? Era a Mosca.

Non poteva mancare la conoscenza della moglie di F., maestra in pensione da anni e che nel tempo si è persa nei suoi ricordi (e motivo per il quale F. aveva deciso di chiudere: – Ha bisogno di me, mia moglie.)

Nel tempo non sono mancate le storie sulla sua vita. Il padre lo aveva preso a lavorare quando faceva le elementari: – La mattina andavo a scuola e il pomeriggio a faticare. Alla fine dei cinque anni, mio padre è andato a parlare alla maestra e gli ha detto che io un lavoro ce l’avevo e che non avrei più continuato a studiare. Prima ho imparato con mio padre e poi da 51 anni sono sempre stato qui con i miei ferri. Me li porto sempre dietro. Anche in vacanza. Ho 76 anni, sa.

F. tiene d’occhio la solita famiglia quando va al mare, quando va a fare la spesa, quando esce per andare a fare una passeggiata. F. vuole un gran bene a Pallino e Pallino non riesce a immaginare di andare a tagliarsi i capelli, giocare con le spazzole o pulire il pavimento dei sui capelli se non da F.

Sabato scorso.

– Pallino, oggi ho incontrato F. e aveva una bella notizia. Sai il parrucchiere per signore che si trova di fronte al suo negozio? Quello dove sono andate a tagliarsi i capelli le tue sorelle? D’ora in poi starà là. Basta chiamarlo al telefono e lui arriva. Guarda, mi ha lasciato questo biglietto da visita per te.

– Oh, mamma. Per me? – con occhi sgranati e felici.

– Sì, micio. Proprio per te.

Pallino ha baciato il biglietto e lo ha messo al sicuro in camera sua per quando dovrà tornare da F.