Il solito mercoledì mattina

Di solito la solita Simonetta ha il mercoledì mattina libero da impegni lavorativi. Di solito – di conseguenza – la solita mamma ha il mercoledì pieno di impegni familiari: accompagnare i bambini a scuola, sbrigare faccende varie in casa e fuori, bere un caffè in pace con il solito compagno, organizzare un pranzo per tre (lei e i fratelli più grandi), recuperare i bambini a scuola e aspettare il rientro del solito marito per andare in biblioteca.

Ci sono mercoledì e mercoledì.

Ieri è stata una mattina vuota e imprevista. La solita donna ha concluso per le 10 le commissioni lasciate dai vari membri della famiglia e poi è tornata a casa da sola.

Avrebbe potuto dare una bella rassettata a Pallandia Home, però, no, ha pensato che non fosse ancora primavera in fondo.

Avrebbe potuto leggere l’ennesimo romanzo che il solito consorte le ha sottoposto, ma anche lì, no, non ne aveva proprio voglia.

Avrebbe potuto mettere la musica a palla, ma no, era così bello quel silenzio.

Avrebbe potuto farsi un giro sul lungomare, ma no, dai, non c’era nemmeno il sole.

Avrebbe potuto scrivere qualcosa di ispirato per il solito blog (o per quello insolito), però no, anche quello non le veniva.

– Fai qualcosa di utile – le ha suggerito il solito marito via mail.

Ecco lei qualcosa di utile l’ha davvero fatto. No, non per l’umanità e nemmeno più banalmente per la sua famiglia pallosa. L’ha fatto per se stessa.

Non ha fatto niente. E non niente e basta. Proprio niente-niente (ché è difficile anche quello quando hai sempre duemila cose da fare). La solita Simonetta probabilmente se ne pentirà a breve, ma per adesso si sente un po’ più leggera e farebbe l’abbonamento mensile a un giorno di non-far-nulla assoluto e totalizzante.

Le solite cose, sempre quelle.

p.s. Ok, la solita svagata è arrivata puntuale e prendere i figli, che hanno trovato il loro pranzo speciale (che è tale perché sono solo loro tre a fare chiacchiere a tavola) pronto.