LAVA: Abbracci di Jimmy Liao (Gruppo Abele ed.)

Tempo di Avvento e di voglia di essere più buoni. Momento di riflessione su un altro anno trascorso e di voglia di pianificare il prossimo futuro.
Abbracci* di Jimmy Liao, edito dal Gruppo Abele (2014) è un tuffo in spazio temporale Altro. E’ un mondo di emozioni aggrovigliate, difficili da srotolare, ma così facili da sentire lasciandosi andare. E’ il luogo dell’abbraccio, di quello che i bambini desiderano più di ogni altra cosa al mondo, anche se non lo chiedono, anche se pensano – crescendo – che ne potranno fare a meno, anche se  i più riservati – declinandolo con un’altezzosa scrollata di spalle – se ne faranno beffa. Così come il leone, protagonista della storia, che all’inizio deride la piega che certi libri ridicoli, assurdi, grotteschi e disastrosi hanno preso rappresentando abbracci sdolcinati. Eppure quei gesti, pagina dopo pagina, cominciavano a sciogliere il cuore orgoglioso del re della foresta (e del lettore più ritroso alle coccole). L’albo di Jimmy Liao è interattivo e non smette di stupire nemmeno il praticante adulto del metodo LAVA più assiduo. Bisogna mettere da parte ogni razionalità e lasciarsi conquistare delle emozioni che dalle immagini e dalle parole sgorgano in crescendo.

La solita mamma si permette di citare le parole di Antonio Ferrara, autore geniale per ragazzi un po’ più grandi, che apre il volume edito dal Gruppo Abele con queste parole:
“A braccia aperte.
Non è un libro, questo, è un’altra cosa.
E’ un catalogo di abbracci, ecco.
Un campionario.
E mentre leggi pensi roba da bambini, questa, per farli stare buoni prima di andare a letto, roba per giocare. Ma poi le pagine si girano da sole, e mentre leggi ti fai morbido come il leone della storia, tenero e tenace, corteccia dura e cuore caldo e, anche se non hai nessuna voglia di pensarci, ti tengono in mente tutti insieme i tuoi abbracci dati e gli abbracci non dati.
A tuo padre.
A tuo madre.
Al tuo gatto.
E leggi e leggi, allora, ti metti seduto, guardi le figure e segui le parole che seguono le figure, che si curvano come le pennellate di acquerello vaporose d’acqua. E guardi tutti quelli abbracci strani, imprevisti, un bambino e un pinguino, per dire, un bambino e un canguro, per esempio, un bambino e un cammello, e un formichiere, e una giraffa. E dici sì, sì, divertente, certo, bei disegni, per carità, però a me non servono, gli abbracci, io sono grande, figuriamoci, mica sono un bambino.
Ma poi il cuore picchia a mille, e comincia a pruderti la testa, allora ti alzi in piedi e col libro aperto in mano cammini avanti e indietro nella stanza, avanti e indietro, avanti e indietro che a momenti sul tappeto ci fai il buco.
E poi ti fermi e ti rimetti seduto, appoggi la schiena allo schienale e allunghi pure un po’ le gambe, che sai che devi stare fermo e lasciarti andare, se vuoi abbracciare qualcuno, e non puoi agitarti nemmeno se sei imbarazzato.
E allora di colpo ti viene voglia di ricevere un bell’abbraccio.
Un abbraccio necessario come il pane, ecco.
Un abbraccio che fa passare pure il raffreddore.”

Ogni anno la solita famiglia trova sotto l’albero di Natale un libro. Quest’anno Abbracci è arrivato con un po’ di anticipo.

Buon Venerdì del libro e felice weekend lungo a tutti :). E tanti abbracci di cuore, lettori grandi e piccoli.

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Abbracci Book Cover Abbracci
I Bulbi dei piccoli
Jimmy Liao,
Albi illustrati
Edizioni Gruppo Abele
2014
136