La solita costanza e insoliti premi

La solita Simonetta ha conosciuto il solito compagno molti anni fa e, ad accomunarli, erano stati la terra d’origine, la terra d’approdo e le storie.
Lui ha sempre avuto la passione per la scrittura in tutte le sue innumerevoli sfaccettature, lei per la lettura. Lei è sempre stata un giudice incorruttibile e quando legge(va) qualche suo scritto, articolo, post, racconto o romanzo non gli ha mai perdonato nulla. Lui, razionale e pignolo, ha sempre accettato a denti stretti le solite osservazioni (a volte prettamente pratiche, altre più visionarie e vaghe). Su una cosa sono sempre stati d’accordo: a lui scrivere è sempre piaciuto e, secondo lei, lui possedeva la stoffa per superare la prova più ambiziosa per uno scrittore e cioè essere riconosciuto come tale da un Editore con le E maiuscola.

Sono quindici giorni che la solita famiglia non sta nella pelle.

Esattamente un paio di settimane fa, nel pieno del casino che è la rappresentanza di classe per il solito marito nella classe della secondogenita, il solito compagno chiama al telefono:

– La solita, dove sei? – come sempre le cose più belle nella solita famiglia avvengono di mercoledì, ma allora il pensiero fisso era la situazione accesa nella classe di Pallina.

– Sono a casa. Sono appena rientrata. Che succede?

– Aspettami. Arrivo.

Lui, l’uomo razionale, quello che non perde mai la calma nemmeno quando una decina di mamme inferocite hanno provato a fargli cambiare idea sulle sue posizioni imparziali rispetto a una classe di venti bambini e rispettivi genitori.
Lui, quello che sviene solo ad annusare odore di ambulatorio, ma che si è fatto un travaglio integrale per vedere la nascita del suo primogenito (e a lamentarsi per non avere potuto assistere in prima fila ai due successivi cesarei).
Lui che ogni tanto chiede alla solita Simo come sia riuscito a sposare una donna così e lei gli risponde che in realtà è stata proprio lei, appunto, insieme ai bambini a sposare lui – perché per stipulare un contratto di vita in comune ci vuole un briciolo di organizzazione amministrativa – dote scarsamente presente nel DNA del solito papà fuori dalle mura del suo ufficio.
Ecco, lui è arrivato a Pallandia Home con lo sguardo da pazzo e il colorito di uno pronto a svenire sul colpo.

– Ho vinto –  ha detto solo.

– Cosa?

– Ho vinto io, la solita! Mi ha chiamato una signora che telefona solo per dare buone notizie e mi ha detto in anteprima che ho vinto il concorso e che verrò pubblicato. Mi ha anticipato che mi chiamerà il direttore editoriale per prendere accordi.

Da allora, la solita famiglia parte random con cori da stadio inneggiando alla casa editrice che publicherà in carta-colla-inchiostro il romanzo del solito papà.

Ufficialmente la proclamazione della vittoria risale a ieri e se vi va potete leggerla nel sito di IoScrittore 2014.

Con Acque morte e un giallo ambientato a Venezia, il solito compagno esordirà in grande stile nel panorama editoriale italiano.

Acque morte

Insolito Venerdì del libro, vero :)? E un bellissimo regalo sotto l’albero di Natale di Pallandia Home.

Felice weekend a tutti.

4 Comments La solita costanza e insoliti premi

    1. Simonetta B.

      Una notizia strepitosa. Stentiamo a crederci, ogni tanto. Mio marito non sta nella pelle.
      Buone feste anche a te e alla tua famiglia. Un abbraccio fortissimo 🙂

  1. Alice

    Complimenti a tuo marito, Simonetta! Certo che non vi fate mancare niente, eh. Prima Rai 3 (a proposito non ho più avuto occasione di farti i complimenti), adesso il libro. Che annata!
    Tanti, tanti auguri a tutti.

    1. Simonetta B.

      Grazie Alice. Sì, è stato un anno pieno di sorprese.
      Tanti auguri anche a te e alla tua famiglia 🙂

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