Insolite umanità

Più o meno un anno fa la solita mamma si trovava tra queste pagine virtuali a raccontare un nuovo inizio della secondogenita nella scuola primaria (il post potete leggerlo qui). A fine anno scolastico la solita Simonetta non ne poteva più, soprattutto a causa del fatto che non era riuscita nell’arco di nove mesi a trovare uno straccio di soluzione (il post lo trovate qui).

All’inizio di quest’anno scolastico la situazione nella classe di Pallina – come era prevedibile – è esplosa (anche se non per la solita secondogenita, visto che si era già fatta le ossa nel frattempo). Per non farsi mancare niente il solito padre è stato scelto rappresentante di classe – e, con il senno di poi, i soliti genitori hanno capito perché fosse stato eletto all’unanimità.

Troppi bambini complicati, tre dei quali aiutati concretamente dal sostegno, la scarsa comunicazione scuola-famiglia, la perdita del controllo nella gestione fisica ed emotiva della classe hanno reso gli ultimi quindici giorni davvero complicati. Il solito compagno è razionale, incapace di perdere le staffe, giusto, onesto e corretto di default.
Rappresentare la classe di sua figlia per lui voleva dire relazionarsi con tutti, senza lasciare in disparte nessuno. Nessuno. Si è fatto portavoce di un disagio generale senza mai scomporsi, senza mai perdere di vista l’obiettivo: le difficoltà si possono superare solo se le si affronta senza ipocrisia e con molto sangue freddo. Ed è solo così che certi muri emotivi si possono far scricchiolare. Ed è così che il solito papà è riuscito a mettere insieme sensibilità diverse, a far comunicare punti di vista diametralmente opposti, a offrire soluzioni, ad ascoltare proposte e a tessere tele di umanità insolite.

E a scoprire da una mail imprevista che la solita figlia seienne stava lavorando di nascosto e a modo suo – regalando disegni (perché parlare fa bene, ma agire è decisamente meglio) – per creare fili di amicizie insolite. Ci sono momenti, e sabato è stato uno di questi, in cui la solita mamma si sente incapace di trattenere l’orgoglio di far parte della vita della solita famiglia.

La strada da percorrere è ancora lunga, ma l’importante è fare il primo passo. E’ stato fatto. Da gigante.

La solita donna sdolcinata.

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