I soliti pomeriggi pallosi

– Cosa fa il gatto… “gira l’amo”?
– In che senso gira l’amo?
– No, non gira l’amo. E’ “giro l’amo”. Mi devi aiutare, mamma.
– No, tu devi fare i compiti e io sono vicino a te. Nella stessa stanza. E poi non la capisco nemmeno io ‘sta roba della pesca. Fammi vedere.
– Voglio il latte e cioccolato. Caldo. No, tiepido. Fallo caldo, dai.
– E’ Girolamo, ecco perché non capivo.
– Voglio l’uva.
– Vorrei mangiare qualcosa anch’io.
Bip-bip
– Mamma, è arrivato un messaggio di papi.
– Ma non capisco, tre meno cinque cosa fa?
– Non fa ancora niente per te.
Beep
– Mamma è pronto il latte.
– Mamma ho fatto un macello. Il latte è caduto.
Bip-bib
– Mamma papi continua a mandarti messaggi.
– Mamma mi chiedi qualcosa?

La solita mamma sta perdendo per strada la capacità di concentrazione multi-funzione e i pomeriggi a casa della solita famiglia stanno diventando surreali. Parole affidate al salone, alla cucina, agli sms e alle mail. Pallino, bambino zen, ha scoperto sistemi operativi e libri che fanno gioire il solito papà in modalità informatico-open-source. Pallina, la secondogenita, urla e strepita, si mette di traverso e pontifica come una vecchia saggia. Pallottolina chiama dal bagno random per avere un po’ di compagnia.
I soliti pomeriggi, insomma.