I soliti otto anni

Questa mattina ti ho svegliato per primo. Tu, che sei sempre l’ultimo ad andare a letto e l’ultimo ad alzarti. Oggi è il nostro giorno speciale. In verità è il tuo, perché è merito tuo se, a partire da oggi, la mia esistenza è stata completamente rivoluzionata. 
Prima non sapevo davvero cos’era una priorità. Dal momento in cui ti ho visto ho sentito che niente avrebbe avuto un senso, se prima non venivi tu.
Ti sei innamorato dal primo istante della voce del tuo papà, ma io sono entrata in un tunnel di incredulità e adorazione che per dieci giorni non mi ha fatto fare altro che stare a guardarti.
Oggi ti guardo e non ci credo ancora. 
Mi perdo nei tuoi occhi azzurri.
Mi perdo quando mi soffi un bacio da lontano sulle punta delle dita.
Mi perdo quando mi sussurri: – Mamma, stai tranquilla.
Mi perdo quando la sera spegniamo la luce perché tu riesci a dormire solo al buio e un’altra giornata insieme è finita. 
Mi perdo quando vedo quella scintilla di curiosità nei tuoi occhi per le cose nuove.
Mi perdo in camera tua (e mi arrabbio pure, visto il caos) e scopro che cuore grande hai: niente può essere buttato perché è un ricordo o un’ipotesi di qualcosa di bellissimo che solo tu immagini.
Mi perdo quando fingi di non sentirmi, ma so che non ti sfugge nessuna mia parola.
Mi perdo quando fai il grande, ma mi perdo ancora di più quando mi lasci credere che sei ancora il mio piccolo.
Mi perdo – e qualche volta temo – quando vedo quanto di noi, mamma e papà, hai assorbito.
Mi perdo – e qualche volta temo – quando vedo quanto autentico e unico sei nonostante noi.
Mi perdo nella tua capacità di essere zen.
Mi perdo nei racconti di te che mi fanno gli altri.
Mi sono persa otto anni fa nella maternità grazie a te e ogni giorno continuo ad essere felice di averlo scoperto proprio con te.
Per caso sei nato pochi minuti dopo la mezzanotte, ma la tua giornata, per me rimane oggi. E come sempre festeggeremo due volte.
Oggi e domani.
Tanti auguri piccolo.
Mamma

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