Libri, bambini e smartphone

E’ assodato che la solita Simonetta sia una bibliotecaria ed è altrettanto chiaro che libri e lettura facciano parte del suo DNA (che cerca di trasmettere ai suoi tre figli), insieme a tante piccole minuzie che a suo parere si chiamano educazione. Forse.
Il sostegno come professionista al progetto Nati per leggere e la creazione di un (in)solito metodo LAVA come mamma lo stanno a dimostrare. Si è persa per strada qualcosa. Forse.
Tipo che i figli crescono e che la matrigna che alberga nella solita mamma decida di svegliarsi e di infilarle qualche pulce nell’orecchio, giusto per mettere alla prova le sue convinzioni vintage.
E allora facciamo finta che, la solita mamma sia al mare con una figlia di quattro anni, felice di sguazzare tra le onde e che casualmente incontri un’altra mamma con figlia quattrenne al seguito.
L’altra mamma: – Ma com’è gioiosa tua figlia! E’ sempre così piena di energia!
La solita mamma: – Anche troppo, qualche volta :)! Oggi per esempio ho dovuto sostenere con lei una discussione sullo smalto per ughie. Lei pretendeva di metterlo, io sostenevo che è troppo presto e che avrà tempo per metterlo tra qualche anno.
L’altra mamma: –  Perché? Io lo metto a mia figlia! Cosa c’è di male?
La solita mamma: – …
E ancora, facciamo finta che si organizzi una festa di fine anno scolastico per bimbetti di 6 anni (prima elementare per capirsi!) in un ristorante, dove si deve stare fermi e seduti e che per domare una ciurma di 15 scalpitanti compagni di classe sia uso sedarli dando loro uno smartphone.
La solita figlia, alla quale il padre non ha consegnato l’oggetto tecnologico, al rientro a casa: – Mamma, per Natale voglio il telefono!
La solita mamma: – What’s?
La solita figlia: – Tutte le mie amiche giocavano al telefono a tavola! Anche io lo voglio!
La solita mamma (stronza): – Ma scusa, non era una festa per stare insieme? Stare seduti vicini, ma giocare da soli con uno smartphone non è fare festa, ti pare?
Ok, i tempi sono cambiati e pare che far fare ai bambini cose da bambini sia out. Però la solita Simonetta non ci sta. Che senso ha? I bambini hanno davvero un indispensabile bisogno di smalto, di cene al ristorante o di smartphone? O forse si dà  loro, quello che gli adulti desiderano di più? Leggere a voce alta un libro al proprio bambino (piuttosto che portarlo ad assistere a letture scenografiche d’effetto), parlare con un (magari il proprio non sarebbe male) bambino a tavola, organizzare cene in luoghi adatti per la socialità vera faccia-a-faccia dei bambini (se quella è la volontà, ma è davvero quella?) restano dei cardini imprescindibili per la solita mamma.
Ha bisogno di riflettere e di capire.

11 Comments Libri, bambini e smartphone

  1. Avatarfranci

    Arrovellati arrovellati…non so se ne cavi un ragno dal buco pero’ ;D
    io che evito cene dove i bimbi devono stare seduti a tutti i costi, io che si va bene giocare con il pc o che altro ma cinque minuti altrimenti il cervello diventa piccolo, io che regalo ai miei figli libri libri libri e qualche gioco per carita’ …io che passo tutti i pomeriggi (tempo permettendo) ai parchetti , io che sono tutto questo ti capisco ma non mi sento capita da molti!!

  2. Avatarslela della Tribù

    Mia figlia di anni ne ha 9, e nessuna delle sue amiche ha lo smartphone né tanto meno è solita mettere lo smalto per unghie.
    Per fortuna non siamo mosche bianche, ancora di genitori col cervello ce ne sono in giro.

    1. AvatarLa solita Simonetta

      Non so se è la mia secondogenita che attrae amicizie così fin dalla materna…
      Ci sto impazzendo. Voglio essere coerente con me stessa, senza mettere in difficoltà mia figlia (perché il rischio purtroppo è quello).
      Mi chiedo solo cosa faranno fare ai figli alle medie o alle superiori…
      Ben ri-vista Slela e un abbraccio 🙂

  3. AvatarMurasaki

    Concordo, ma non demonizziamo l’uso di smartphone o tablet… Premettendo che a casa nostra a tavola (anche al ristorante) sono vietati, durante i viaggi tornano utili se usati con parsimonia e con un giusto equilibrio tra giochi educativi e di svago!!
    E poi non sempre ci si può portare in giro uno zaino o una mega borsa dotata di albi da colorare o altro per intrattenere i bambini: noi su ipad abbiamo una app con oltre 400 disegni da colorare che tiriamo fuori al momento giusto… e un’altra che insegna a disegnare gli animali!
    Creso che in tutto si possa trovare un equilibrio, perché nella tecnologia ci viviamo e non possiamo tenere i bambini sotto una campana di vetro… piuttosto bisogna insegnargli ad essere utenti attivi.
    Io per esempio (circa una volta al mese) porto il grande a fare dei seminari di programmazione per bambini.

    1. AvatarLa solita Simonetta

      Non demonizzo. Ci mancherebbe: sarebbe incoerente da parte mia affermare il contrario. Anche i miei figli usano l’iPad (e non vedo l’ora che in città si muova qualcosa nello stile “coderdojo”), ma sicuro non in un’occasione del genere e poi stiamo parlando di bambini di 6 anni. Mi sembra esagerato, tutto qua.
      Una cosa è certa: altre cene così non ce ne saranno per noi, almeno per qualche anno.

  4. Avatarmcomemamma

    Concordo su tutto, anche per lo smalto. Che sembra una scemata ma a me le bambine con lo smalto mi fanno impressione…anche se non saprei spiegare il perchè!
    Il fatto paradossale è che se da una parte il bambino e i suoi bisogni sono portati davanti a tutto, se si dedica sempre più attenzione alla loro crescita , alle loro esigenze…dall’altra mi sembra di vedere che spesso si fanno tante parole ma poi, nella pratica, il bambino resta una scocciatura da tenere buona con poco sforzo (v. televisione, telefonini)….
    Magari esagero ma questi bimbi sommersi di giochi , accessori e impegni pseudo scolastici mi sembrano poco tranquilli e molto annoiati….comprassero qualche i-phone in meno e li portassero un po’ più spesso a fare due passi all’aria aperta!!!

    1. AvatarLa solita Simonetta

      Siamo giunte alle stesse conclusioni: è vero anche che io “vinco” facile avendo tre figli in età ravvicinata che giocano insieme con qualsiasi cosa capiti loro a tiro senza bisogno di “sostegni” tecnologici o giochi (vedi smalto) da grandi. Ci sono molti figli unici e credo che per un genitore sia un bell’impegno tenerlo occupato, soprattutto con la fine della scuola.
      Grazie e un abbraccio 🙂

  5. Avatarlaprossimavoltamamma

    Io di figli ne ho due e, anche se ancora sono piccolini, non giocano molto l’uno con l’altra se non per litigare. Ma non per questo mi metto li a stendere smalto e piazzarli davanti un i-qualcosa. Vedo sempre bambini in pizzeria o a tavola in agriturismo(!) attenti a questi schermi. Anch’io lo porto in vacanza, ma per noi adulti. I bambini lo considerano uno strumento per adulti. Ho scaricato una o due app per bambini che utilizzano molto, molto di rado. Verrà il giorno in cui lo utilizzeranno maggiormente, ma spero non a tavola o in vacanza! Viva le mosche bianche!

  6. AvatarGianna

    Ho passato un paio di ore seduta ad un ristorante con un 2 enne attaccato ai cartoni animati di peppa pig sullo smartphone dei genitori. Sembrava Mike TV della Fabbrica di Cioccolato! Mi ha messo un’angoscia indicibile. Da ex bambina e adolescente teledipendente, ora lesino su tv e videogiochi. E vedere che le mie figlie non ne hanno bisogno per divertirsi mi rende veramente felice.
    A loro regalo libri e giochi in scatola.
    Ma c’è un rovescio della medaglia.
    La mia paura è che possano diventare delle aliene nel gruppo di amiche. Le amiche che vengono a casa nostra si stupiscono che abbiamo la tv, visto che le bambine non la guardano mai. Si può sopravvivere alle elementari senza aver visto una puntata di Violetta? Ai posteri l’ardua sentenza
    P.S. Non è che impedisco loro di vedere la tv. E’ che proprio non gli interessa.

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