Insolita lentezza

Filastrocca della lentezza
Io vado lento, io vado piano.
Chi corre sempre non va lontano.
Il mondo è pieno di cose lente.
Chi corre sempre poi non le sente.
Guarda che bello questo universo.
Se corri sempre te lo sei perso.
Senti che bella questa carezza.
Non ci sarebbe senza lentezza.
Rallenta un poco, rallenta ancora.
Cosa succede se perdi un’ora?

(di Sabrina Giarratana, Filastrocche in valigia, Nuove edizioni romane)

Di lentezza ne ha bisogno lei, la solita donna, e il suo cervello in moto perpetuo su questioni più o meno rilevanti (e quando non sono fondamentali, i soliti neuroni riescono ad ingigantirle e a levarle un po’ di sonno).
Ne hanno bisogno i soliti figli perché la solita madre sta diventando una vecchia megera.
Ne ha bisogno il solito papà che ogni tanto vorrebbe solo bere un aperitivo in pace, facendo quattro chiacchiere in libertà.
La solita Simonetta dedica questa filastrocca che inaugura la prima pagina del famigerato libro per le vacanze di Pallino a chi, come lei, sente nel profondo bisogno di calma.

 

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