Insolito “basta scuola!”

– Buongiorno…
– …
– Chi si sveglia per primo?
– …
– Mpf!
Se a Pallandia Home la competizione la fa da padrona per ogni cosa – entrare in casa, uscire di casa, entrare in ascensore, uscire dall’ascensore, salire in macchina, scendere dalla macchina (ci siamo capiti, vero?), tutte le mattine la solita strategia non funziona più. Manca una settimana scarsa alla fine della scuola e irrimediabilmente tutte le sere nessuno vuole andare a dormire (della serie: Dai, mamma ancora un libro. Una storia corta corta. Fammi finire il capitolo, per favoreee), la mattina tutti promettono che la sera successiva si spegnerà la luce prima e la solita Simonetta consapevole della proverbiale marypoppiana promessa “presto detto, presto dimenticato” (ve la ricordate?) non vede l’ora di lasciarli liberi di dormire quanto vogliono.
Ne hanno bisogno.
Ne ho bisogno, lei, la solita mamma.
Ha bisogno di non sentire parlare di scuola, di compiti, di maestre, di compagni di classe, di matite-gomme-temperini persi, di colori-quaderni-penne finite, di compleanni (e di dover inventare delle scuse plausibili per non farli tutti), di ogni varia-ed-eventuale che abbia sentore di scuola.
L’anno scolastico trascorso è stato parecchio impegnativo.
I perni attorno a cui girano le opinioni sull’educazione scolastica dei soliti genitori sono molto semplici.
La cosa fondamentale che conta è la serenità dei bambini, che non vuol dire ottenere sempre il plauso fuori casa, ma che la classe dove passano 27 ore a settimana sia un ambiente in cui si sentono a loro agio.
Nella solita famiglia non contano i voti, anche se giustamente Pallina mi ha fatto notare recentemente che se lei prende un bravissima sul quaderno io dimostrerei una certa gioia (e come darle torto?).
Conta l’assimilazione dei concetti, come se fosse la cosa più naturale del mondo dire che 2+5 fa 7, perché vuol dire che nel tempo l’automatismo con cui ragioneranno si baserà su fondamenta stabili. Conta il fascino che resta dopo aver parlato in classe di rane, mucche o uova e nei loro racconti a casa si percepisce. Conta l’ammirazione per ogni cosa nuova che affrontano in classe e che trasuda dai quaderni dei soliti figli.
Quest’anno la solita mamma si è resa conto che è altrettanto importante il rapporto che i genitori instaurano con gli insegnanti.
Purtroppo non è sempre possibile e se con le maestre della scuola dell’infanzia e con quelle del primogenito c’è sempre stato un dialogo costruttivo, la solita Simonetta non è riuscita a raggiungere lo stesso obiettivo con Pallina.
Il paragone tra l’esperienza vissuta alla scuola primaria con Pallino e quella in corso con Pallina è inevitabile e ci vuole poco a mettere sui piatti della bilancia docenti, programmi scolastici (che dovrebbero essere gli stessi) e modalità di insegnamento. E vedere l’entusiasmo con cui il primogenito va e torna da scuola e gli occhi sfiniti di Pallina all’uscita.
Qualcuno potrebbe obiettare che Pallina paghi il fatto di essere andata a scuola un anno prima e che effettivamente il primo anno di scuola elementare è faticoso. E che forse, sia la solita mamma a non essere obiettiva.
Ecco, la solita Simonetta ha proprio bisogno che la scuola finisca. Ha bisogno di far sedimentare tutto e di far riemergere solo le cose belle dei mesi passati per il bene dei suoi bambini (e suo).

7 Comments Insolito “basta scuola!”

  1. Avatarfranci

    Domanda difficile cara Simonetta! Mi aspetto rispetto nei confronti dei bambini, dei loro tempi, del loro essere interiore … non credo di aspettarmi tanto ma le mie aspettative aimè son già deluse alla materna …. trovo maestre stanche…poco volenterose e annoiate…. son capitata male …peccato …spero che alle elementari potro’ raccontare una storia diversa ….

    1. AvatarLa solita Simonetta

      Con i miei bambini sono stata fortunata fino a quest’anno con la secondogenita. Ho chiesto un colloquio con le sue insegnanti (cosa che non avevo mai fatto prima) per parlare della situazione di mia figlia, ma parliamo lingue diverse. Per loro la bambina è brava e quindi “no problem”. Per me il rendimento non è segno che “va tutto bene”.
      Boh, ho bisogno di staccare 🙂

  2. AvatarBTwinsbimamma Barbara

    anche io non vedo l’ora che finisca…è vero cominceranno i centri estivi ma non sarà la stessa cosa…si divertiranno…non ci saranno compiti (a parte il libro delle vacanze che ci devono ancora comunicare…) e basta con saggi di fine anno della scuola…delle attività sportive…relax anche per i genitori che continuano a lavorare ma avranno l’agenda meno piena e spero meno imprevisti da gestire…

  3. AvatarBTwinsbimamma Barbara

    ah…per il rapporto insegnanti…nella materna sono capitata bene…ora alle elementari le maestre sono molto presenti…una supplente è l’unica pecca (troppi compiti a detta di tutti) ma comuque incrociamo le dita perchè continuino ad amare la scuola anche se non potranno “mai” amare i compiti….

    1. AvatarLa solita Simonetta

      In classe di mia figlia, il fatto che gli insegnati non diano tregua di compiti e lavori (che alla fine dobbiamo fare noi genitori perché i bambini in prima non hanno ancora certe competenze), è segno di bravura. Per me è solo segno di accelerazioni che i bambini pagheranno in futuro, perché non hanno il tempo di assimilare i concetti.
      Mi ripeto: ho bisogno di fermare la testa e di vedere mia figlia più serena 🙂
      Un abbraccio

  4. AvatarLaNinin

    Capisco cosa intendi.
    Dopo tanto pensarci, ho raggiunto la conclusione che le competenze importanti, soprattutto alla fine della primaria, sono poche: saper leggere e comprendere, saper scrivere e articolare discorsi con un senso logico, saper fare le 4 operazioni in modo sicuro e risolvere problemi, sapersi muovere dentro uno spazio in modo armonico e sicuro, saper cantare e riconoscere un ritmo, saper osservare.
    Queste cose vengono messe sempre in secondo piano quando si tratta di programmi pieni zeppi di informazioni totalmente inutili (roppo approfondite, astratte e aggiungiamo noiose) ai quali alcuni insegnanti insicuri e maldestri non possono rinunciare.
    Ci sono tanti maestri che sono tali nel senso pieno del termine e fanno un gran bene agli alunni e poi c’è il resto, che fa solo danni.
    Chi trova un maestro in gamba ha vinto un terno al lotto…purtroppo raro. 🙁

    P.S. ti confesso che il termine della scuola dei miei figli mi angoscia un po’, perchè prevedo discussioni interminabili su ogni cosa e ragazzi sdraiati sul divano a nullafare! ;D

    1. AvatarLa solita Simonetta

      Precisa come sempre 🙂
      Pensa che uno dei miei terni al lotto (la maestra di matematica di Pallino) ci ha detto giusto in questi giorni che va in pensione. Sono disperata 🙁
      Un abbraccio Ninin
      p.s. Per noi la fine della scuola è un po’ (solo un po’) più semplice, visto che abbiamo la spiaggia a poche centinaia di metri da casa e i bambini non vedono l’ora di ritrovare i loro amici “di ombrellone”

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