Pink Lady di Benedetta Bonfiglioli (San Paolo)

Dopo My bass guitar di Benedetta Bonfiglioli, la solita lettrice seriale ha letto qualche recensione in giro e ha scoperto che il primo romanzo che l’autrice ha scritto si intitola Pink Lady*, sempre edito da San Paolo nel 2013.
Be’, la solita Simonetta lo sa che non ci sono scuse (ché poi ne servono :)?), ma è andata a leggerselo.
Niente a che vedere con la storia di Noah (ma solo in parte). Questa volta la protagonista è Anna, una ragazza di 17 anni, e come nell’altro romanzo, vive chiusa nel suo dolore ed è incapace di buttarlo fuori.
Come in ogni storia per teenager, il tema centrale è la mancanza di comunicazione e l’incapacità a esprimere le proprie emozioni (anche se non credo che sia una prerogativa di una specifica fascia di età).
Il lutto che avvolge la famiglia di Anna è una sorta di cappa che fa alterare i suoni e i colori che vengono da fuori. Tutto è sfuocato, le parole hanno significati diversi e Anna si avvia verso l’autodistruzione.
In una Milano cosmopolita, in cui nessuno vede niente, solo un’insegnante si assume la responsabilità di parlare con i genitori della protagonista. Ed è questo il vero incipit del romanzo, quando squarciato il velo del dolore, il padre capisce che bisogna ri-cominciare a vivere e che per farlo non sono più necessari farmaci, ma un cambio di rotta. Più facile a dirsi che a farsi, soprattutto se Anna, dietro ad ogni suo gesto, sente la voce della sorella sussurrarle la sua presenza. L’intera storia si svolge nell’arco di un’estate, durante la quale la piatta vita di provincia della città di Belmonte, permette alla famiglia Righetti di riordinare le idee.
Non mancano alcuni escamotage dejavu, come la scoperta di un vecchio diario di Ete e del suo amore fallito, ma la storia della Bonfiglioli resta appassionante (e non solo per ragazzi).
Come madre, la solita Simonetta ha letto con un occhio di riguardo le scelte dei genitori di Anna di fronte alla perdita di una figlia diciottenne. L’incapacità di reagire iniziale sfuma mano mano che la famiglia si allontana dai ricordi (e non solo fisicamente). Comprimario nel romanzo è il tempo che scorre lento, unica vera terapia al lutto più atroce, anche se in fondo nessuno può, né vuole dimenticare.
Il romanzo della Bonfiglioli è sicuramente più adatto ad un pubblico femminile (come al solito la copertina non ammette eccezioni), ma non necessariamente giovane. Sarà che dove si spulcia nell’universo delle emozioni, la solita donna si sente a suo agio, ma lo consiglia anche a chi ragazza non lo è più (almeno anagraficamente).

Buona giornata.

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Pink lady Book Cover Pink lady
Benedetta Bonfiglioli
Zona Teen
San Paolo
2012
152