Graffiti Moon di Cath Crowley (Mondadori)

La solita lettrice è in uno dei suoi tunnel letterari.
Si definisce tunnel letterario quello in cui la solita donna precipita consapevolmente e dove si sento benone leggendo libri che la coinvolgono. Il tunnel letterario si interrompe quando ha esaurito i libri su un certo argomento.
Tutto è nato da una richiesta di una sua collega (e amica) che voleva una bibliografia per un gruppo di ragazzi che vivono in una comunità di recupero e per i loro operatori. Lei, la solita collega, sa che la solita bibliotecaria va in fissa per certi argomenti e che quella richiesta l’avrebbe spinta verso il precipizio in cui è sprofondata da allora, nonostante la bibliografia sia finita da un pezzo.
Il bello delle biblioteche di pubblica lettura è che non c’è bisogno di accontentarsi delle ultime uscite in libreria e che è possibile recuperare libri che hanno solo qualche anno, ma che in commercio sono di difficile reperibilità. E le storie sono ancora attuali.
E’ il caso di Graffiti moon* di Cath Crowley, edito da Mondadori nel 2011 nella collana Shout e che purtroppo non è disponibile in ebook in lingua italiana (anche se ne varrebbe la pena). La copertina è davvero bella: non a caso l’autore Carl Nyman è un graffitaro e i suoi murales hanno fatto il giro del mondo. Tuttavia, dal punto di vista  della solita Simonetta potrebbe essere fuorviante, perché dà l’impressione che il romanzo sia una storia d’amore e basta. Non è così invece.
La verità è che il pubblico di lettori è nella stra-grande maggioranza composto da donne e quindi un bacio in bella mostra fa un certo effetto. Sulle ragazze, ovvio.
Aperta una piccola parentesi. Quando gruppi di studenti in obbligo visita scolastica entrano in biblioteca, la solita Simonetta chiede sempre ai ragazzi di sesso maschile se leggono romanzi rosa – specificando che si tratta di storie sui sentimenti.
La risposta potete immaginarla. Nooo. E sghignazzi.
Subito dopo chiede anche se qualcuno di loro è innamorato. E anche in questo caso potete immaginare la risposta. . E risatine imbarazzate.

“E allora se siete innamorati – chiede loro la solita bibliotecraia – perché una storia sui sentimenti non si può leggere? Vi rendete conto che se le vostre ragazze ne leggono molte di più possono fregarvi, visto che sono più preparate di voi?” Silenzio e poi risata generale. Chiusa parentesi.

Graffiti moon* non è un libro per femmine, nonostante la cover.
Il protagonista è Ed, in arte Shadow. Fa graffiti, perché è l’unico modo che conosce per comunicare. Ha lasciato la scuola perché non riusciva a leggere e ha cominciato a lavorare in un negozio di vernici.
Lucy è virtualmente innamorata di Shadow e della sua arte, ma non sopporta Ed con il quale è uscita tempo prima e al quale aveva rotto il naso perché aveva cercato di toccarle il sedere.
La storia si snoda nell’arco di una notte in cui sei ragazzi parlano dei grandi temi della vita. Soldi, amore, (dis)onestà e arte.
L’arte come strumento di comunicazione è il vero fulcro del romanzo, nella veste di graffiti, di poesia, di creazione dell’opera: “Niente è una perdita di tempo, nell’arte. E’ il tempo che perdi, quello che ti porta da qualche parte.
Nel romanzo ci sono tanti riferimenti ad artisti, più o meno famosi, senza che l’autrice cada mai nel didascalico. Stimola invece la voglia di cercarle quelle citazioni, come l’immagine della Donna con bilancia di Veermeer, quando Ed racconta a Bert che le bilance pesano qualcosa di importante, tipo le nostre azioni o l’anima e davanti al dipinto chiedeCosa deve fare una persona per avere un’anima con un certo peso, secondo te?
Fa riflettere, vero? E non solo i ragazzi.
Che peso ha la vostra anima?
Buona giornata :).

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Graffiti moon Book Cover Graffiti moon
Cath Crowley
Zona Teen
2011
217

1 Comment Graffiti Moon di Cath Crowley (Mondadori)

  1. Avatarlaprossimavoltamamma

    Avendo smesso di fare la libraia (purtroppo) ormai da cinque anni, mi ritrovo a corto di titoli. Ovviamente, vado in libreria e trovo ovunque libri che ho già letto. Manco a dirlo, non mi filo per niente i romanzi in bella mostra, quelli che vendono (a volte anche solo perché l’autore è stato da Fabio Fazio!). Questo titolo di cui parli mi ha proprio incuriosita. Mi sa che mi hai dato una bella dritta! Grazie!

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