LAVA: Olivia e le principesse

Qualche tempo fa la solita Simonetta passava per la via principale della solita città e sulla vetrina di una delle tre librerie che vi si affacciano campeggiava Olivia e le principesse* di Ian Falconer edito da Nord-Sud.
Il primo pensiero è stato: – Oh no. Olivia non può abbassarsi al bieco consumismo dettato dalle principesse! 
Ed è passata oltre, senza lasciarci il cuore. Il libro è arrivato in biblioteca e con la stessa snobberia con cui la solita lettrice si era diretta verso il mare qualche tempo prima, anziché soffermarsi a sniffare profumo di inchiostro, l’ha preso in mano. L’ha timbrato, sfogliato e poi la voglia di leggerlo l’ha assalito. La solita Simonetta rimane totalmente e incondizionatamente una lettrice seriale ;).
La giovane collaboratrice seduta accanto a lei che aveva avuto modo di guardarlo poco prima tratteneva il fiato: dopo quasi un anno insieme conosce le solite reazioni un tantino eccessive, a volte.
Finora ogni libro per bambini di cui la solita mamma ha parlato nel solito blog ha sempre passato il vaglio dei suoi bambini.
Questa volta ha fatto un’eccezione.
La storia comincia benissimo: Olivia odia le principesse e tutto quel tutù rosa che le sue amiche adorano. A carnevale non si veste da principessa, ma da facocero :). A danza sperimenta nuovi balli(!?). Si arrabbia persino con la sua mamma che la sera le legge una storia che finisce con la protagonista che si sposa e diventa – ovviamente – una principessa. Olivia immagina altre occupazioni da svolgere nel solito modo esilarante con cui Falconer tratteggia la migliore antagonista di Peppa Pig. Il libro era candidato ad essere la lettura per il weekend in loop per le solite figlie.
Poi c’è stato il finale (ed è qui che la giovane collega aspettava la solita Simonetta al varco! Come la conosce bene :)!).
Contrariamente alle solite abitudini, la solita lettrice dirà come va a finire l’albo del Venerdì del libro.
Sapete cosa vuole diventare Olivia? Volete proprio saperlo?
Vuole diventare una regina.
Nooo. Ma come? Non è possibile. No, no, no. Non può finire così. La solita mamma lo considera un tradimento, un ammiccamento all’altra suina di successo del momento.
E la risata della solita vicina di sedia finalmente si è liberata: – Grazie. Stavo aspettando la tua reazione! Ahah.
Ebbene sì, la solita Simonetta crea colleghe-mostri e dopo un po’ diventano delle ciniche recensitrici di libri per ragazzi.
Ora, scivolone finale a parte di Mr. Ian, la solita mamma ha preso una decisione, perché quel libro lo vuole per le sue figlie, per l’ironia e per la grafica inimitabile (se non fosse altro che per dare un’alternativa più vivace alla cugina di specie).
Ecco cosa farà. A giorni comprerà il libro e in barba al prezzo di copertina strapperà l’ultima pagina e ci inserirà un foglio bianco dove le bambine potranno sbizzarrirsi a scegliere cosa essere in alternativa a una principessa paludata. Perché così doveva finire: doveva aprire la mente e fagocitare la libertà di mettersi in gioco delle piccole lettrici.

Insolita ribellione cartacea.

Buon weekend a tutti.

*Link affiliato Amazon

Olivia e le principesse Book Cover Olivia e le principesse
Ian Falconer
Albi illustrati
Nord-Sud
2013
32

18 Comments LAVA: Olivia e le principesse

    1. AvatarLa solita Simonetta

      Scusa, ma avendo letto anche gli altri libri di Falconer il finale non poteva essere quello. Doveva essere aperto 🙂
      Olivia non punta in alto pensando di diventare una regina secondo me.
      I gusti sono gusti e rispetto il tuo ovviamente 🙂
      Buon fine settimana.

  1. Avatarmoni

    Beh. Io non lo conoscevo e mi hai incuriosito.
    Il finale in bianco è ottimo. Anch’io cerco di sfatare il mito della principessa!!

  2. AvatarFrancesca Milkbook

    Lo conosco, lo apprezzo ma come te ho storto il naso per il finale. Poi mi sono detta: ma sono stata sempre così schizzinosa? Davvero è sempre in assoluto vietato giocare a sentirsi principesse o regine? Poi mi sono rilassata e ci ho fatto una risata sopra. In fondo Olivia le prova tutte, e sdrammatizza tutto ed è così brillante. Ci ha spiazzato anche stavolta. Comunque secondo me i libri sono prima di tutto un’esperienza. E se uno vuole sottolineare, disegnarci sopra, strappare una pagina ecc. ben venga. La tua soluzione perciò mi sembra perfetta : )

    1. AvatarLa solita Simonetta

      Non è assolutamente vietato giocare a sentirsi principesse o regine. Al contrario: le mie figlie escono vestite da principesse anche in pieno agosto. Solo che quel finale poteva andare bene per altri autori, non per Falconer.
      E’ questo che mi ha letteralmente colpita.
      Ciao e bentrovata nel solito blog 🙂

  3. AvatarSuSter

    Sarebbe stato bello il finale alternativo che hai immaginato tu.
    Io mi sento sempre un po’ in soggezione a mettere mano, in maniere così categoriche, ai libri, ma mi rendo conto che il mio è un approccio all’oggetto libro un po’ antiquato e superato.
    Però, però…. ho una figlia che inspiegabilmente a partire dai due anni ha manifestato un crescente apprezzamento per il principesco mondo di raso e pizzi delle protagoniste al femminile della stragrande maggioranza delle fiabe tradizionali e non. Malgrado anche io all’inizio avessi preferito sviarla su altri gusti, col tempo ho imparato a rispettare i suoi e a lasciare che si metta alla prova, che sperimenti, e che si stufi da sola, andando in cerca di altro. Il confronto con le coetanee l’avrebbe messa comunque prima o poi di fronte all’annosa questione “essere o non essere una principessa”?
    Da ex bambina anti-rosa posso dire che a volte si può vivere una scelta ideologica dei genitori come una privazione che non ti spieghi se non con l’etichetta “diversa” che finisci per autoapplicarti. Quindi sono giunta alla conclusione che non censurerò mai i modelli femminili che la società o altri potrebbero offrire a mia figlia. Posso tutt’al più offrirgliene di alternativi, e aspettare che lei, crescendo, apprezzi l’infinita varietà delle umane declinazioni (anche femminili).
    Bella recensione, comunque!

    1. AvatarLa solita Simonetta

      Anche le mie figlie si sentono principesse, si vestono da principesse e vengono al mare con la corona. Non lo posso, né lo voglio vietare loro. Quel finale però me lo aspetto da altri autori per ragazzi con la mente di altri protagonisti.
      Per me Olivia era l’alternativa: è per quello che ci sono rimasta male.
      Le mie figlie disegneranno una principessa nel foglio bianco. Ne sono quasi certa. Sono omologate come tutte le bambine della loro età, ma io come lettrice mi sento “tradita”.
      Ciao. Grazie e un abbraccio 🙂

  4. Avatar

    Non l’ho letto e lo vorrei cercare in biblioteca, prima di decidere se prenderlo.
    NEmmeno io so se riuscirei a strappare una pagina, magari inserirne una in coda bianca extra, l’oggetto libro per me è quasi sacro! Solo una volta ho manomesso un libro: mi sono messa a disegnare fiorellini con il pennarello indelebili su una frase che dal mio punto di vista era allucinante, presa da un impeto di rabbia per quel che avevo lettto ho operato una violenta censura! Oggi probabilmente salterei la lettura in un primo momento e poi invece la userei per dialogare con mia figlia sul motivo per cui certe idee non le condivido.
    Una volta un’amica critico letterario mi disse chequalsiasi libro ha un suo perchè, se proprio non ci piace offre occasione di discuterne, ne ho sempre tenuto conto.

  5. AvatarPollon72

    Ciao! Anche io, come Cì, non so se riuscirei a strappare una pagina ad un libro però inserirei volentieri una pagina aggiuntiva, a noi è capitato diverse volte in diversi libri. Mi piace Olivia, nel periodo in cui trasmettevano le puntate del cartone animato in tv lo guardavo insieme a mio figlio. Comunque concordo con te, finale un po’ strano per una storia con Olivia protagonista!

  6. AvatarLa solita Simonetta

    @Tutte: faccio un piccolo passo indietro.
    Ho “conosciuto” Olivia “appena nata”, tradotta e portata in Italia dalle Stoppani di Bologna. Il suo anti-conformismo era e doveva rimanere il suo tratto caratteristico. Di porcellin* conformiste ce ne sono a pacchi.
    Qui il tradimento viene dall’autore che non ha rispettato il suo personaggio, secondo me. Non sapevo che ci fossero dei cartoni animati tratti da Olivia. Ma questo spiegherebbe, insieme alla casa editrice con cui ha pubblica adesso nel nostro paese, molte cose 😉
    p.s. Normalmente non vado a sabotare storie ;)! Ahahah!

    1. Avatar

      a volte gli autori vendono i diritti di una storia alle serie TV e da quel punto non ne hanno più controllo. E’ capitato p.e. con Charlie&Lola, a me piace moltissimo LAuren Child – l’autrice – ma leggevo che quando si compra un suo libro su quel soggetto bisogna far caso se ci sia il suo nome o quello del produttore inglese perchè alcune volte lei firma solo i disegni…

  7. AvatarStefania

    Ho letto parecchie recensioni positive su Olivia… però non l’abbiamo ancora avuto tra le mani. Dovrò rimediare!

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