Insolito NetCrash 2: la storia continua

Sotto stress la solita Simonetta affonda. La sua meticolosa e costante organizzazione delle giornate le permette di tenere sotto controllo l’ansia da prestazione. Qualsiasi prestazione, soprattutto sociale.
Il solito compagno invece rende al cento per cento quando ha una scadenza. Dimentica di mangiare, di dormire, forse anche di respirare (se non fosse che dopo un po’ i polmoni protestano). Non sente, non capisce, si estranea e si concentra sulla sua scadenza. Parlare con lui di programmazione quotidiana – che non sia quella informatica, ma di cui la solita bibliotecaria non ne capisce una cippa – è come parlare al vento. In tempi di scadenza, il tema di ogni conversazione con lui diventa l’oggetto di quella scadenza (purché comprensibile per la solita Simonetta).
Come queste due anime antitetiche si siano incontrate, innamorate e si siano riprodotte (con esiti bellissimi esteticamente, ma chissà in quale strano mix di fanatismi comportamentali), ancora non è dato sapere.
Il solito ingegnere è un uomo serio, posato, razionale: ma forse la parola per definirlo con maggiore efficacia è essenziale.
Non parlategli di abbigliamento. Gli abbinamenti devono essere quelli: guai variare tonalità di colore ai pullover o ai pantaloni. Mai spostare l’olio al posto dell’aceto. Per dire, la solita famiglia ha provato ad avere un preventivo per rimodernare la micro-cucina. Cioè, lui la vorrebbe esattamente uguale a quella che c’è, perché: – Mica posso impiegare tre anni a ritrovare il posto del caffè o delle forchette. Capito il personaggio?
Tutto questo per dire che la sua essenzialità si sposa con un nuovo apparecchio cellulare da 24 euro: non è una questione di soldi, è che deve permettere di telefonare facendo il minimo sforzo con la minima attenzione in bicicletta e mandare sms, senza alcun optional, suoneria unica compresa (anche se purtroppo quell’unica suoneria è cambiata rispetto al precedente – acquistato in occasione della nascita del primogenito – e alla quale non si è ancora abituato e alla quale spesso ancora non risponde).

Se non che, la sua passione per la scrittura, nella quale si dimostra perfezionista e testardo, oltre che maniacale da sempre, l’ha portato a scontrarsi con la dura realtà. Per promuovere il suo sogno, oltre al sito dedicato al romanzo i suoi amici e sostenitori di penna gli hanno consigliato l’antesignano dell’essenzialità: Facebook.
Sabato sera l’insolito marito si è arreso e ha creato il suo profilo FB e la pagina del libro.
Un pazzo scatenato. Uno spammer in piena regola, di quelli che mandano alla solita lettrice il loro romanzo imperdibile.
– Mamma, andiamo a letto che sono stanca… – la terzogenita quattrenne che mai, in vita sua, ha fatto questa richiesta alle 19.30 di un sabato sera.
– No, adesso la mamma deve aiutare me – senza remore il solito papà con la voce d’ordinanza da padre inflessibile che non ammette repliche.
Tin, tin, tin…
– Che dici di togliere l’audio? Altrimenti diventi matto con tutte le notifiche che ti stanno arrivando.
Tin, tin, tin…
– Ma è un delirio – il solito compagno a-social, con occhi (felici?) iniettati di sangue, testa incassata tra le spalle e un sorriso da tossico.
– Mamma, anche io sono stanco. Andiamo a letto – Pallino, che normalmente il sabato, unico giorno in cui può guardare la televisione, dormirebbe per terra per non perdere nemmeno un attimo di questa sua insolita libertà.
– Ma amore, guarda papi. Guardalo: è un momento storico per la nostra famiglia. Papi in versione nerd sfacciamente fortunato. Sta acchiappando “mi piace” e aiuti là, su facebook, alla velocità della luce.
Tin, tin, tin…
Simo, mi devi aiutare. Ahahah! – e già rideva di un’altra battuta di uno suoi amici facebookiani.
Ma quanti ca§§o ne ha trovati, di sabato, a quest’ora, quando io ho chiuso la pagina della solita mamma per l’inutilità e lo scarso numero di adesioni dopo anni di attività – rifletteva la solita donna con Pallottolina in braccio e Pallino sulla schiena, seduta accanto all’insolito marito alieno.
Alla fine, la solita donna ha accompagnato davvero i bambini a letto, lasciando il solito informatico nel gorgo di Fb e della sua inesauribile energia nel promuovere la sua creazione letteraria.
E ci sta riuscendo.
E si ride da morire, a vederlo così. Bambini compresi.
Ma la storia continua, perché il weekend non gli ha portato nella vita solo il social più famoso al mondo.
Lui, è un perfezionista – l’ho già detto vero? – e sotto stress giganteggia nel produrre idee.
Unica nota dolente: è ancora trentatreesimo e, per avere una chance al BigJump, bisogna arrivare tra i primi dieci :(.
E allora vi chiedo di dargli un “cuore” (una sorta di “mi piace”) su 20Lines. Per farlo è sufficiente l’iscrizione al social reading (che si può fare anche tramite twitter o facebook) e un solo clic sul cuore, (anche se non escluderei l’ipotesi della lettura dell’estratto, perché lo merita sul serio :)..)
Grazie e la soap opera continua.
E voi cosa avete fatto di insolito nel weekend :)?

Parte prima: Mark Ellero si presenta.