La scuola in ospedale a Pesaro e la Lilt

Oggi la solita Simonetta non poteva non condividere la mattinata di ieri con voi.
Alle 5 Pallino, settenne, si è intrufolato nel solito lettone perché aveva bisogno di un’insolita coccola materna. Lui che, normalmente, non si sveglia neanche se gli cade addosso.
Alle 6 era in piedi vestito di tutto punto.
Amore che succede? Non ti senti bene?
– No, mamma sto bene.
Eppure i suoi occhi dicevano altro.
Mamma, oggi vieni con me?
– Amore non credo che io possa venire.
– Ma la maestra ha chiesto che mamme venivano e io ho alzato la mano.
– Non sono sicura che i genitori possano entrare nella Scuola in ospedale. Ci sono bambini ammalati e forse se tutti vengono non credo farà tanto bene alla loro salute. Comunque ti accompagno a scuola e parlo con le maestre.
Da una settimana Pallino aveva in agenda questa giornata speciale, un appuntamento con l’autobus di linea insieme a tutti i suoi compagni di classe, per entrare nella Scuola in ospedale di Pesaro per andare a recitare canzoni e filastrocche sul Natale per i bambini che sono ammalati.
La maestra ha detto che non ci sarebbero stati problemi in caso di partecipazione e così la solita mamma, il solito papà e la più piccola di casa alle 10 esatte sono entrati in un mondo parallelo, una realtà che la solita Simonetta non conosceva, una scuola in piena regola in ospedale – merito dell’Associazione Italiana contro le leucemie-linfonodi e mielomi di Pesaro – che ha ideato la mattinata che l’insolita blogger vi sta raccontando.
La classe di Pallino ha cantato (e che fatica non far uscire le lacrime, vedendo Pallino teso come una coda di violino) per i bambini malati che hanno frequentato e frequentano la scuola, italiani e non.
Una bambina che è rimasta in quella scuola per ben due anni (e che adesso frequenta la scuola come i soliti figli) ha recitato una filastrocca sul Natale.
Inaspettatamente il vip (l’unico?) pesarese ha partecipato alla festa con i bimbi e (inaspettatamente per la solita Simonetta) era veramente partecipe del momento.
Babbi Natale, camion dei pompieri d’epoca con tanto di sirena, cioccolata calda e tanti regali per i bambini hanno fatto da cornice alle vere emozioni che si sono respirate in quell’angolo assolato di Pesaro.
E’ difficile rendere quanto questa festa abbia significato per la solita famiglia.
La solita donna ha continuato a ripetere nell’arco della giornata quanto fosse stata bella la mattinata e di quanto sia felice che suo figlio abbia la fortuna di avere insegnanti così sensibili, e di come la solita città riesca a stupirla ancora una volta con iniziative che nascono dal cuore e che lasciano il segno (e non solo perché è Natale), e delle persone stupende che ieri mattina erano presenti e che negli occhi avevano solo la gioia di fare piccoli (enormi) gesti.
Sì, lo sa che Natale è il 25, ma ieri 21 dicembre è stata un giornata che passerà alla storia dell’insolita famiglia e che verrà raccontata e ricordata e sarà motivo per partecipare attivamente a quella bella realtà ogni anno.
Buon Natale a tutti voi.

p.s. La versione giornalistica la trovate qui.