La solita diversità

Premessa: più passa il tempo e più la solita Simonetta si sente una persona diversa.
La diversità può essere sinonimo di trasgressione, di fascino, di altro-positivo, fino a quando non si ritorce su sé stessa e rischia di diventare emarginazione e altro-negativo.
Con il lavoro che fa, la solita bibliotecaria è a contatto con tantissime persone, grandi e piccole, italiani e stranieri, ricchi e poveri, amministratori pubblici e cittadini comuni.
E’ il bello del lavorare in biblioteca.
E il brutto. E’ bello quando assieme a un libro, la solita donna riesce a regalare un sorriso a un bambino intimorito dalla Cultura (in realtà ha più paura dei genitori o delle maestre che gli impongono il silenzio prima di entrare) e che quando esce è solo felice di aver fatto il grande.
E’ bello quando le riesce di scambiare quattro chiacchiere con chi la lingua italiana la mastica poco e le racconta che questa crisi sta facendo più male a loro che agli italiani. E per il momento si accoccola in biblioteca dove non c’è un noi e un loro.
E’ bello quando dopo tanto tempo si rivede una mamma e che dà alla solita bibliotecaria la notizia di aspettare un bambino, ma di non essere tanto contenta, perché il marito lavora sempre e lei è da sola in quel paese e con tre bambini ha paura di non farcela. E allora si danno appuntamento tutte le settimane: una per ascoltare e dispensare perle di saggezza come tri-mamma collaudata e l’altra per buttare fuori le emozioni che altrimenti verrebbero seppellite tra i panni da stirare.
E’ bello che dopo anni che la solita Simonetta fa questo lavoro si stupisca di chi sottovaluta il ruolo che le piccole biblioteche svolgono ancora nel sociale.
Il brutto è che qualche volta la solita Simonetta avrebbe solo voglia di mollare tutto perché le sembra una battaglia persa. Per un passo avanti, ce ne sono cinque indietro.
Perché Mr. Google fa credere che la Cultura non serva più.
Che forse è vero.

9 Comments La solita diversità

  1. Avatarverdeacqua

    e invece serve… e non so cosa darei per avere te come bibliotecaria… la mia è un pò scorbutica, ma io ci vado e le parlo un sacco lo stesso!

    1. AvatarLa solita mamma

      Grazie Verdeacqua. Ci sono giorni che torno a casa felice che non ne hai un’idea. Perché sono stata utile. Settimana scorsa un’altra mamma è venuta in biblioteca e si parlava di compleanni (io ho una certa avversione per i compleanni omologati) e ci siamo trovate in perfetta sintonia, solo che alla fine lei si è messa a piangere perché dove abita la trattano da emarginata e le fa davvero male. Anche con lei appuntamento settimanale di chiacchiere per scaricare.
      Poi parli con gli amministratori (sindaci, assessori) e il mio lavoro è una cortesia che fanno “a me” di tenere ancora aperto.
      In biblioteca, soprattutto in questo periodo ci vengono i più deboli, quelli che contano poco, ma che hanno così bisogno di un po’ di attenzione e qualche buona lettura terapeutica per l’anima.
      Insolita palla filosofica…

  2. AvatarAlice dalla nascita

    Sai, c’erano quelli che dicevano di essere tutti uguali, però poi erano “più uguali degli altri”.
    Tu sei più diversa degli altri. E in questo caso è un complimento.
    Non mollare Simo.

    1. AvatarLa solita mamma

      Grazie Alice. Lo so che andrebbe contro i miei principi, quelli che insegno ai miei figli, ma è così difficile certi giorni, che ti cascano le braccia.
      Un abbraccio

  3. AvatarLaNinin

    Ma no!
    Non fare l’errore di contrapporre le cose. Possono coesistere, possono completarsi.
    Le biblioteche sono fondamentali, avamposti della cultura popolare e sociale (e come tale “nobilissima”), il web è solo un mezzo che si usa per velocizzare i tempi, che però non fa cultura, la riporta, la amplifica o la mortifica.
    Diciamo che la biblioteca è una lasagna, con ragù, besciamella e pasta fatte in casa, spolverata da parmigiano stagionato, con tutti i riti necessari della tradizionale cucina italiana, il web è una frittata veloce, mangiata con due foglie di insalata: nutrono entrambe, ma vuoi mettere il gusto della lasagna? il piacere del palato!? ;D

  4. Avatar

    Che bello…
    Io ho conosciuto biblioteche – e bibliotecari – molto attivi e visto sprecare tante occasioni. Bisogna anche vedere che “terreno” circonda la biblioteca, ma gli amanti dei libri si fiutano e si incontrano sempre fatalmente, e da cosa nasce cosa, anche ascolto ed empatia.

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