Insolita ultima canzone

In questo periodo la solita Simonetta altalena emozioni diverse, prevalentemente malinconiche. Ok, il solito ciclo fa le capriole (o troppo spesso o niente), con tutti gli alti e i bassi che l’umore riporta.
Si aggiunga che l’inverno non è la stagione ideale della solita donna.
La scuola dei bambini sta assorbendo quantità notevoli di energie materne.
In biblioteca si respira una brutta aria di rimessa, che non promette niente di buono per il 2014.
Quand’è così, la solita Simonetta ha un’unica soluzione. Libri, libri e ancora libri! Ma che ve lo dice a fare :)? Ha bisogno di storie leggere, che la facciano evadere, che le garantiscano un bel vissero felici e contenti.
Il suo autore-plaid di questo autunno è Nicholas Sparks. Con lui la solita lettrice comincia e non si ferma più. E quando chiude il libro si è riconciliata con il mondo. A dirvela tutta, la solita Simonetta ha sempre snobbato i romanzi alla Sparks.
Cioè.
Quei libri che sono considerati d’evasione (come se evasione fosse una parolaccia). Insomma autori come Sparks non apparterrebbero alla ristretta cerchia degli scrittori-veri di Letteratura.
Con questa puzza sotto il naso, la solita malinconica ha letto L’ultima canzone*, edito da Frassinelli. E con un po’ di vergogna vi confida anche che ci ha pure pianto. E dai. Ma come si fa?
La storia l’ha catturata talmente tanto da farle perdere il sonno (ed è abbastanza strano per la solita donna che crolla sul piatto della cena, prima dei suoi figli).
Si tratta di una trama semplice: è la storia di una famiglia in cui i genitori sono divorziati e i figli sono costretti a passare l’estate con il padre. La protagonista è Ronnie, diciasettenne, che per ripicca nei confronti del padre che se ne è andato tre anni prima, ha smesso una promettente carriera da pianista a New York. Insomma la solita romantica si è rivista in quella ragazza (anche se a 17 anni la solita Simonetta non aveva una promettente carriera), quando ancora adolescente ne ha fatte vedere di cotte e di crude ai soliti genitori.
Un po’ romanzo di formazione, un po’ storia di sentimenti, un po’ cruda realtà. Un coctail perfetto come Sparks riesce sempre a miscelare (ok, questo per dirvi che non è il primo e nemmeno ultimo libro di Sparks che la solita Simonetta ha letto).
Felice weekend e fate un salto da Home made mamma e il suo Venerdì del libro :).

6 Comments Insolita ultima canzone

  1. eh eh a volte ci si vergogna di dire che si leggono ANCHE questi autori, ma a volte ci vuole l’evasione a cervello spento! Io non l’ho mai letto, ma altri del genere sì ho creato la tag “letture leggere” così lo dichiaro a monte che non è alta letteratura. 😉
    Ti auguro un autunno in recupero 🙂

  2. Stefania

    Anche io ogni tanto vado alla ricerca di libri più “distensivi”, credo che serva anche questo… però non ho ancora letto questo autore che conosco solo di fama.

    1. La solita mamma

      Sparks è un mago nella capacità di estraniarti. Pieno di un buoni sentimenti, scritto bene (è una macchina da libri, secondo me) e il lieto fine è assicurato.
      Grazie di essere passata,
      Baci 🙂

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