Insolito ottimismo cresce

credits: La solita mamma 2013

Quest’estate la solita Simonetta ha letto parecchio e spesso si è persa tra le pagine digitali o di carta di saggi che si occupano di benessere interiore.
In uno di questi, piuttosto utile per la sua concretezza e immediato per le finalità che si poneva, ha scorto un’apertura al mondo dei bambini.
La domanda successiva che la solita mamma si è posta è come insegnare l’ottimismo ai bambini.
No, non è impazzita improvvisamente!
E no, non è nemmeno così megalomane! Però.

credits: La solita mamma 2013

La solita Simonetta è cresciuta in un’epoca diversa (e teme che quando si comincia ad usare espressioni come questa la vecchiaia sia alle porte!).
I suoi genitori erano molto pratici: insomma di benessere, emozioni e ottimismo non se ne parlava proprio.
Quello che contava erano le cose concrete. A scuola si studia e si viene promossi: niente complimenti, ma solo dovere!
Nessun volo pindarico: il mondo è duro. Punto.
Il che è vero ancora oggi. Mica la solita Simonetta dice di no. Però c’è modo e modo per affrontare la realtà complicata che circonda la propria esistenza. In buona sostanza: il bicchiere può essere mezzo pieno.

credits: La solita mamma 2013

Come al solito in questi casi la solita Simonetta si è rivolta a Silvia e le ha chiesto cosa fare di molto semplice con i bambini. La risposta è stata di iniziare con il far riconoscere ai bambini le cose che li fanno stare bene. Sintetico, facile, immediato.
E così la solita mamma ci ha messo del suo. Insieme ai bambini ha fatto dei braccialetti con una perla per ciascuno, un regalo speciale (o almeno così è stato vissuto dalla solita prole non abituata a slanci di creatività della solita mamma), e da quel giorno, quasi tutti i giorni madre e figli si siedono sul letto, anche prima di andare a dormire per racconatre una o più cose belle avvenute nell’arco della giornata appena trascorsa.

credits: La solita mamma 2013

All’inizio non era così automatico il gioco.
La prima cosa speciale è stato proprio il braccialetto per esempio. Un altra volta sono state le brioche particolarmente buone. Piccole cose, ma importanti per i bambini.
Questo aguzzare lo sguardo sulle bellezze quotidiane è diventata un’abitudine, tanto che quando succede qualcosa di speciale non è più necessario che sia la solita donna a farle notare. Sono i bambini che automaticamente lo raccontano, anche mentre sta succedendo, in corso d’opera, o in previsione di quello che li aspetta.
Questo non vuol dire che i bambini siano più ottimisti, ma a dispetto di quello che succedeva nella solita infanzia in cui l’attenzione si concentrava su quello che non andava la solita Simonetta vorrebbe che i suoi bambini si concentrassero sulle cose belle che succedono loro.
Saranno più positivi?
Saranno più sereni?
Non è dato sapere, ma intanto non costa nulla provare a giocarci insieme, no?
E insieme ai bambini, anche la solita Simonetta sta aggiornando il suo modus operandi.
Insomma un’insolita Pollyanna vintage.

14 Comments Insolito ottimismo cresce

  1. Avatarmammapiky

    Quest’abitudine sa di bello e da oggi si inizia anche qui, bambini e adulti, sarà bello scoprire cosa ci è piaciuto più della giornata e credo che scopriremo molte cose l’uno dell’altra. Questa giornata inizia proprio bene. Grazie!!!

    1. AvatarLa solita mamma

      E’ vero che si scoprono punti di vista bellissimi, soprattutto dei bambini che sono senza schermi. Il mondo e le cose lo vedono com’è, senza arzigogoli (io sono maestra degli arzigogoli mentali: e questo post lo dimostra ;)!)
      Un abbraccio e fammi sapere :)!

    1. AvatarLa solita mamma

      Ma le brioches non sono una mia produzione (se è per quello mio figlio mi ha esplicitamente chiesto di NON provare a farle: – Sono più buone quelle del bar!).
      Baci!

  2. AvatarFederica MammaMoglieDonna

    bellissima abitudine!!
    Molto utile il tuo post!
    Voglio farlo anche io..
    Io ad esempio ogni sera scrivo le mie #3cosebelle della giornata ed è bello, è un esercizio che ti porta ottimismo e ti manda a dormire più serena perché ti focalizza sulle cose belle.
    Farlo fare anche ai bimbi, non ci avevo pensato, ma mi piace.
    Stasera inizio!
    Grazie

    1. AvatarLa solita mamma

      Anche io ho il mio rito serale con il gruppo organizzato da Mathilda/Silvia molto simile alle #3cosebelle.
      In realtà l’idea originaria non è mia: ovviamente è di Mathilda.
      Fammi sapere come va :)!
      Un abbraccio.

  3. AvatarMathilda Stillday

    Ciao Simonetta, grazie per la citazione. Sull’onda di questa tua richiesta ho pensato ad altre iniziative per genitori e figli interessati a fare un percorso olistico più a misura d’uomo e del proprio sentire.
    Mooolte sorprese in arrivo! 😉

    1. AvatarLa solita mamma

      Lo sai che io pendo dalle tua intuizioni, idee e sollecitazioni.
      Comunque, sono io a dover ringraziare te (come sempre in fondo, da quando ci conosciamo :D!).
      Baci

  4. AvatarSqua

    Mi ero persa questo post. Devo ringraziare Fe erics che mi ha riportato qui.
    Mi è anche venuta voglia di fare il rito delle
    #3cosebelle

    1. AvatarLa solita mamma

      Io faccio parte di un gruppo FB organizzato da Mathilda-Silvia sul benessere dove con alcune ragazze ci incontriamo tutte le sere (ed è quello di cui parlo nel post linkato): siamo poche ma buone e il gruppo affronta le tematiche care a Silvia. Puoi sempre sentire lei, anche con mail in pvt se vuoi.
      Baci

    1. AvatarLa solita mamma

      Ormai è tutta l’estate che lo facciamo con i bambini e loro si divertono a farlo, magari quando stiamo camminando o dopo pranzo. E se non faccio partire io, ci pensano da soli. E mi fanno notare che non abbiamo fatto il “nostro” gioco.
      Un abbraccio

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