Il metodo LAVA e la pratica quotidiana

Il metodo LAVA (Lettura A Voce Alta) è stato adottato nella solita famiglia con tutti e tre i figli. Con il primogenito si è abbozzato nella lettura come in tutte le altre cose. E’ sempre la prima volta con lui e si naviga a vista.
Con la seconda figlia le cose sono migliorate, perché come genitori c’è la tranquillità di essere sopravvissuti al primo, che – diciamocelo – ha fatto da cavia.
Con la terza si viaggia con il pilota automatico.
La solita mamma ha visto che ci sono alcuni libri che allo scoccare di una certa età diventano gli albi del cuore. In quel preciso momento della loro vita i soliti bambini hanno bisogno di sentirsi leggere quella storia miliardi di volte.
E il fatto che sia moltiplicato per tre, potete immaginare:
1. le condizioni degli illustrati (per alcuni si è dovuto ricorrere al ri-acquisto)
2. le storie escono fuori dalle orecchie dei soliti lettori :).
In questo momento il Libro, quello con la L maiuscola, che va per la maggiore è Il fatto è* di Gek Tessaro, edito da Lapis.
Il grande non lo ascolta più (lui ormai vuole leggere e scegliere da solo le sue letture – e non solo quelle – ma questa è un’altra storia).
La seconda lo sa a memoria (e la solita bibliotecaria non scherza se vi dice che Pallina conosce ogni singola parola e quando sfoglia il libro sembra che sappia leggere – o forse sa davvero leggere, non è dato sapere).
La terza richiede dopo la prima lettura (perché non sia mai che ci si possa accontentare di una sola lettura) o un altro libro random o la ri-lettura con libera interpretazione in cui la parte della protagonista, la paperetta che non si voleva schiodare dal bordo dello stagno per fare il bagno finché non lo decide Lei, è niente meno che Pallottolina.
E la solita Simonetta non può nemmeno dare la colpa alla terzogenita visto che è stata lei, questa madre a volte insolita, a cominciare il gioco.
Un pomeriggio al mare la solita figlia quattrenne si è posizionata sullo scivolo pronta per scendere e lì è rimasta. La fila dietro di lei era notevole (un po’ come l’anatra, il cane, il gatto, il tacchino che spingevano la paperetta nel libro di Tessaro).
A un certo punto ci ha provato anche una mamma a ragionare, inutilmente, con Pallottolina (la solita Simonetta ha pensato che fosse il lupo di Tessaro che non è riuscito, nemmeno lui, a spaventare la paperetta e a farla saltare in acqua).
Niente.
L’intervento salvifico per la fila di bimbi esasperati (e per la terzogenita che rischiava il linciaggio!) è stato della solita mamma che dopo aver osservato la scena dal suo lettino, nascosta da un libro e dagli occhiali da sole, si è alzata e ha preso in braccio la sua paperetta, sussurrandole nell’orecchio la storia liberamente interpretata da Il fatto è*.
C’era una volta una paperetta che si chiamava Pallottolina e che non voleva scendere dallo scivolo. All’inizio l’anatra cercò con pazienza di spiegarle i vantaggi dello scendere dallo scivolo, ma la paperetta non se la sentiva.
Arrivò il gatto che spingeva l’anatra che spingeva la paperetta.
Niente: la paperetta sembrava incollata allo scivolo.
Allora arrivò il cane che spingeva il gatto che spingeva l’anatra che spingeva la paperetta che non si muoveva di un millimetro.
Infine arrivò il tacchino che spingeva il cane che spingeva il gatto che spingeva l’anatra che spingeva la paperetta che rimaneva lì, appiccicata sopra lo scivolo.
A quel punto arrivò la mamma Lupo. Tutti urlavano di buttarsi, ma lei, la paperetta Pallottolina, non ne voleva sapere.
Il fatto è che a un certo punto il pomeriggio si era fatto agitato, la sabbia pizzicava il sederino della paperetta e quando arrivò la solita mamma Simonetta niente sembrò più appropriato che farsi prendere in braccio e farsi raccontare una storia di paperette.
Il metodo LAVA è anche questo.
Usare le storie per raccontare le emozioni, le paure, il coraggio, la forza o le debolezze dei bambini attraverso gli albi che già conoscono e che parlano la loro lingua.
Emm… la solita mamma adesso è entrata in loop e potrebbe ricominciare la storia della paperetta da capo come succede tutti i giorni : – C’era una volta una paperetta che si chiamava Pallottolina.

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7 Comments Il metodo LAVA e la pratica quotidiana

  1. Avatarmonica

    Anche a noi è capitato di dover rispondere alle incredule domande di chi vede le gnome “leggere” i libri in età chiaramente non scolare.
    “Ma sa già leggere????”
    “No, lo sa a memoria.”

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