Insolito fantastico Murakami

Parecchi mesi fa la solita lettrice aveva parlato di un libro bellissimo, La famiglia Karnowski di Israel J. Singer edito da Adelphi, e in quell’occasione aveva lanciato un help perché si conosce abbastanza bene per sapere che quando una storia le entra dentro nel profondo fatica a trovare un degno sostituto.
E così è stato. Ha continuato a leggere, ma senza lo stesso slancio. Chiudendo i libri che l’hanno seguito finiva per chiedersi: – Embè!?
Poi è arrivata l’estate, che di solito coincide con la scelta di letture leggere, da ombrellone insomma, e che per la solita Simonetta equivalgono a libri gialli, thriller o rosa (ma non troppo rosa-rosa!).
Quest’anno invece si è persa nel catalogo di Einaudi vintage (passatele il termine).
Non aveva voglia di sperimentare ed è andata sul sicuro. Ha cercato autori con la A maiuscola, rischiando di sbatterci il muso e uscirne più depressa di prima. E invece. Invece ha scoperto Murakami.

Qualche tempo fa la solita donna aveva provato a legger Norwegian wood, ma con scarsissimi risultati. Poi casualmente ha scoperto A sud del confine, ad ovest del sole e Murakami le entrato sotto la pelle. Ha cominciato così una staffetta murakiana degna dell’insolito maratoneta (Haruki è anche un formidabile atleta!).
E’ passata da Nel segno della pecora* a La ragazza dello Sputnik*, per poi innamorarsi perdutamente di L’arte di correre*.
Complice il kindle, il lettore digitale del quale l’insolita biblitecaria non può più fare a meno, le letture sono scivolate una dietro l’altra, lasciando nella solita lettrice la sensazione che solo un grande autore riesce a trasmettere ai suoi lettori.
Ora la domanda che potrebbe sorgere è: – E Norvegina wood?
Sarà una delle prossime letture, sicuramente!
Tutto ciò ha fatto riflettere la solita Simonetta. Per prima cosa, si è resa conto che nella sua vita ci sono fasi da lettrice diverse. Quest’estate, leggendo Murakami, ha fatto un viaggio nella propria intimità che l’ha resa eterea, distante, leggera (tanto che il solito marito ha rischiato di far volare kindle e Murakami direttamente in acqua!).
Seconda cosa. Il kindle è (e rimane per ora) una droga, soprattutto quando si finisce un libro e se ne vuole immadiatamente un altro dello stesso autore e manca la pazienza per andare in libreria o in biblioteca.
Però, come sempre c’è un però.
Un libro, la solita mamma, ha dovuto comprarlo anche vecchio stile, in formato tradizionale.
Uno dei vizi della solita donna è quello di dare un significato profondo a certe letture tanto da farle diventare una sorta di eredità per i suoi bambini (ne aveva già parlato: potete leggerne qui).
L’arte di correre* è stato comprato di carta per il primogenito (con tanto di dedica personalissima e della quale solo quando sarà più grande potrà entrarne in possesso).
Si tratta di un saggio sulla corsa, ma secondo la solita sognatrice è molto di più.
E’ ricco di umanità e di filosofia, di tenacia e di amore per la vita, di consapevolezze e di incertezze. Un libro che la solita mamma non può che augurare al proprio figlio senza dubbio!

Ecco qualche citazione.
– Le ferite spirituali non rimarginate sono il prezzo che gli esseri umani devono pagare per la propria indipendenza.

– Sì, sono convinto che esistono processi che non subiscono variazioni, qualunque cosa accada. E, se li accettiamo così come sono, non ci resta che modificare noi stessi, trasformarci con l’esercizio ostinato e ripetitivo, fino ad assimilare quel processo nella nostra stessa personalità.
Forza e coraggio!

– Quando rilascio un’intervista, a volte mi viene posta la domanda: “Qual è la qualità più importante per uno scrittore?” La qualità più importante per uno scrittore, non c’è nemmeno bisogno di dirlo, è il talento. Se uno non ha il minimo talento letterario può scervellarsi finché vuole, metterci tutto il suo ardore, non scriverà mai nulla di valido. Più che una qualità necessaria, questa è una condizione preliminare. Senza carburante, anche l’automobile più bella non va avanti.
Il problema però non è il talento, nella maggior parte dei casi, è che chi lo possiede non riesce a controllarne bene la quantità e la qualità. Mettiamo che uno pensi: “Non ne ho abbastanza, devo potenziarlo”, oppure “Meglio economizzarlo, farlo durare il più a lungo possibile usandolo poco per volta…” Be’, le cose non funzionano così. Il talento se ne frega delle nostre intenzioni. Fa di testa sua, viene fuori quando gli pare e piace, finché c’è, poi quando è esaurito non si fa più vedere. […]
Se mi chiedessero qual’è la qualità più importante per uno scrittore dopo il talento, direi senza esitare la capacità di concentrazione. la facoltà intelletuale di riversare tutto il talento di cui siamo dotati, intensificandolo, su un unico obiettivo. Chi non è capace di fare questo non riuscirà a portare a compimento nulla di buono. Invece usando in maniera efficace l’energia mentale, in una certa misura si compensa un talento carente. […]
Dopo la capacità di concentrazione, viene la perseveranza. Ammettiamo che uno riesca a concentrarsi nella scrittura per tre o quattro ore al giorno: se dopo una settimana si stufa, non potrà mai creare un’opera di una certa lunghezza. A uno scrittore – per lo meno a chi non si accontenta di buttar giù  poche righe – occorre la capacità di continuare a concentrarsi giorno dopo giorno per sei mesi, un anno, due anni di fila. […]
Per fortuna la capacità di concentrazione e la perseveranza, al contrario del talento, con l’allenamento si possono acquisire e coltivare, anche potenziare. […] 
Questo processo è simile all’allenamento muscolare […].

E’ stata un’estate bellissima e Murakami segnerà questo 2013 della solita donna.
Insoilto Venerdì del libro, vero?
Buon weekend a tutti.

6 Comments Insolito fantastico Murakami

  1. AvatarTinella

    Bella questa recensione, belle le citazioni che hai suggerito. Io personalmente sono una lettrice saltuaria di Murakami. Ogni volta decido di smettere e dopo qualche periodo ci ricasco. Magari dopo il tuo suggerimento il prossimo sarà proprio L’arte di correre.
    Buon weekend a te :-*

  2. AvatarBeat

    Accidenti…anche tu non sei andata a caparti il classico libro da spiaggia, insomma! Bella recensione e citazioni, mi hai messo la pulce nell’orecchio.

  3. AvatarMonica:)

    Grande autore: ho letto tutti i libri che hai citato e anche altri, ma questo che recensisci oggi non ancora!
    Grazie della segnalazione.

    ps: qui ora l.a.vano tra di loro , magari il momento buio sta passando 😉

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