#Tipidabiblioteca: Hajime di Murakami

A sedici anni […]
Adoravo leggere e ascoltare musica. Avevo sempre avuto queste due passioni, ma l’amicizia con Shimamoto le aveva incentivate e arricchite. Andavo sempre in biblioteca e “divoravo” uno dopo l’altro tutti i volumi che c’erano, fino all’ultima riga. Una volta iniziato un libro, non potevo più smettere. La lettura era come una droga per me. Leggevo a tavola, in treno, a letto fino all’alba, di nascosto durante le lezioni. Comprai un impianto stereo e in ogni momento libero mi chiudevo in camera mia ad ascoltare dischi di jazz. Ma non avevo alcun desiderio di parlare delle mie esperienze di lettura o di musica.
Per essere contento mi bastava essere me stesso e nessun altro.
(tratto da A sud del confine, a ovest del sole* di Murakami Haruki, edito da Einaudi).

Hajime è il protagonista del romanzo. Si narrano i suoi primi 37 anni di vita, gli amori, la solitudine, le scelte.
Non ci sono risposte, come non esiste un vademecum per vivere.
C’è una cosa però che ha colpito e ha coinvolto la solita enigmatica donna.
Hajime studia e si impegna fino ad arrivare a lavorare in una casa editrice. Lui, che da sempre è un appassionato di lettura (in tutto il romanzo è una costante vederlo seduto con un libro in mano).
Si rende conto però che non è il suo lavoro, quello giusto per lui. La fortuna, o meglio la chiave giusta (come la chiama suo suocero), gli permetterà di fare il lavoro adatto a lui e di avere successo.
In questa estate di riflessione sul futuro, Murakami ha offerto alla solita Simonetta un imprevedibile e insolito punto di vista.

Buon Venerdì del libro a tutti e un gioioso fine settimana a tutti i lettori.

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18 Comments #Tipidabiblioteca: Hajime di Murakami

  1. AvatarLa Pasionaria

    Mo’ sono curiosa, me lo vado a rileggere, che l’ho letto troppo tempo fa e la chiave giusta per capire il lavoro adatto, non mi ricordo più qual’è.

    1. AvatarLa solita Simonetta

      Io l’ho catalogato per la biblioteca, nuovo fiammante, bello come solo le copertine di Einaudi riescono ad essere, profumato di inchiostro… E pi ho dovuto averlo (in kindle però, ché non c’è più spazio a casa mia ;D!).
      Un abbraccio

  2. Avatarla povna

    Ho sentimenti ambigui, per Murakami. Ho letto Tokio Blues, e non l’ho amato troppo. Mentre invece ho trovato La fine del mondo e il paese delle meraviglie assolutamente geniale. Prima o poi riproverò, vediamo.

    1. AvatarLa solita Simonetta

      Murakami è “ambiguo”. E’ il suo pregio, ma può diventare anche un difetto.
      Ultimamente leggo senza un senso. Passo da un genere a un altro, da un autore a un altro, dai romanzi ai saggi, mollando anche (non sono per l’accanimento terapeutico-letterario!) se non mi convincono. Questo toccava delle corde personali scoperte per me e quindi quando l’ho iniziato mi sono fatta accompagnare da Hajime nei suoi 37 anni di vita.
      Un abbraccio

  3. AvatarAliceland

    Io ho avuto il mio “periodo Murakami” qualche tempo fa, penso di averli letti quasi tutti. Alcuni molto belli, altri che lasciano un po’ perplessi. Comunque un autore che va letto secondo me.

  4. AvatarFedericasole

    Mi ha sempre incuriosito ma ancora non sono riuscita a terminare un suo libro, adesso ne sto leggendo uno di questo autore che mi appassiona, spero che duri e poi ti farò sapere!intanto mi segno il tuo consiglio!baci!

    1. AvatarLa solita mamma

      Aspetto allora. Anche io ci ho messo un po’ ad avvicinarmi a Murakami: bisogna essere sulla sua lunghezza d’onda.
      Adesso però sono curiosa come un gatto ;D!
      Un abbraccio :D!

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