#noivaliamo: lei, lui e il bebé

Giovedì sera la solita blogger è stata invitata ad assistere ad una bella iniziativa nella sua città, Pesaro, o Pallandia se preferite, dal titolo Di materno avevo solo il latte: cosa succede dopo la nascita del tuo bambino. Sul palco a parlare tra gli altri c’era anche Deborah Papisca che il solito blog aveva intervistato in tempi non sospetti (quando cioè ancora i soliti figli non frequentavano la stessa classe).
Ad alternarsi c’erano figure professionali diverse e complementari, tra i quali il dottor Mauro Mancino (pediatra) e la dottoressa Clelia Raffaele (psicologa).
Il tema della depressione post-parto e delle molteplici difficoltà che le mamme vivono quando arriva un figlio sono state ampiamente trattate (anche con una certa dose di ironia!).
La frase che ha colpito in particolare la solita Simonetta l’ha pronunciata il pediatra, padre di tre figli. E’ provocatoria, diretta e fonte di riflessioni ad ampio spettro.Il dottor Mancino ha raccontato la sua esperienza personale di padre.
Quando è nata la sua terza figlia si è chiesto se sarebbe riuscito ad amarla altrettanto rispetto agli altri due. Con il senno di poi la sua risposta è stata sì. L’ingrediente prezioso e quasi troppo semplice da raccontare secondo lui è l’amore.
La coppia è una unità. Quel bambino entra a far parte di quel gruppo, ma non appartiene a nessuno dei due!
L’amore non è un sentimento esclusivamente materno. In modo diverso (meno uterino forse) il padre ama i suoi figli come la madre.
Il pediatra ha raccontato che il lavoro del pediatra di famiglia sta cambiando perché, insieme al bambino, il medico, nel corso dei 14 anni in cui il piccolo paziente viene seguito, conosce l’intera famiglia. Sono sempre più numerosi e partecipi i padri nella vita dei propri figli e lo si capisce da piccole cose.
I padri che portano il bambino malato da soli nello studio medico aumentano. Il solito papà è uno di questi e se la intende alla grande con il medico dei suoi figli.
I padri che sanno cosa hanno avuto i loro figli (febbre, evoluzione dei sintomi, antipiretici) nei giorni precedenti alla visita sono il segnale di una partecipazione attiva alla vita di famiglia. Sembra una banalità, ma non lo è affatto dal punto di vista della solita mamma.
E’ un merito dei padri che sono più attenti alle dinamiche familiari, ma è anche un merito delle compagne che delegano il loro monopolio.
Perché un po’, quel monopolio, è anche una forma di ricatto in alcuni casi, no?
Oggi i pediatri di famiglia sono maggiormente attrezzati nel riconoscere le difficoltà alle quali le madri vanno incontro. C’è ancora da fare. Ci sono sensibilità sociali e politiche da far crescere.
Parlarne e averne consapevolezza è già un buon inizio.

6 Comments #noivaliamo: lei, lui e il bebé

  1. AvatarLaNinin

    Ho letto il libro della Papisca: liberatorio!
    Per quanto riguarda i padri, è da un po’ che è così, che sono molto più coinvolti nella crescita anche dei bimbi piccoli ed è un bene soprattutto per i figli.
    La mia piccola esperienza è stata che una notte, distrutta dalla mancanza di sonno, dovuta all’insonnia del mio primogenito, ho dato una gomitata a mio marito e gli ho detto che non mi sarei alzata, lui si è svegliato, è andato da nostro figlio e lo ha cullato fino all’addormentamento. So che in quel momento mio marito è diventato padre e noi una famiglia più felice. 🙂

    1. AvatarLa solita Simonetta

      Il mio compagno ha scelto di diventare padre il giorno in cui ha deciso di entrare in sala parto con me (e per uno che sviene solo a sentire la parola “ospedale” è il più grande gesto d’amore per me e per nostro figlio). Mio figlio ha scelto il padre come anima affine dai primi minuti di vita. Chiamala fortuna, chiamalo amore a prima vista, chiamala maturità (eravamo entrambi grandi!). Mio marito è un padre presente. Va dal pediatra. Li mette a letto la sera. Se c’è da mollare tutto e fare qualcosa per loro, lui c’è sempre.
      Siamo donne fortunate :D!

    1. AvatarLa solita Simonetta

      Mi piacerebbe creare un bel gruppo di blogger della riviera Romagnola. Sarebbe bello che anche sul versante Adriatico le blogger riuscissero a fare tutte le belle cose che si fanno a Milano e Roma.
      Chissà, magari ;D!
      Un abbraccio.

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