#noivaliamo: la solita maternità a tempo pieno?

Il tema è sempre quello. Lavorare o non lavorare, fare solo la mamma oppure no, farsi mantenere.
La solita precaria ne aveva già parlato qui, quando le cose sembravano finalmente essersi chiarite: nel senso che messa con le spalle al muro, la scelta di rimanere a casa era inevitabile. Non c’erano dubbi: a parità di ore, stipendio ridotto di un terzo non lasciava margini ai ripensamenti.
Poi le trattative invece ci sono state e qualcosa si è aggiustato. Solo qualcosa però. Il che non è tutto, ma questo, forse, si chiama compromesso.
Adesso a distanza di qualche mese la tensione è alle stelle a Pallandia Home, perché quel compromesso pesa sul bilancio familiare e pesa parecchio.
Il solito marito è sempre stato un sostenitore accanito del fatto che la solita Simonetta lavorasse, prima, durante e dopo la maternità. E’ sempre stato razionale, anche quando la solita donna partiva per la tangente ed era impossibile ragionarci (e non solo durante le gravidanze a causa degli ormoni). Da parte sua, la solita Simonetta crede che il lavoro sia un diritto e che come tale debba essere retribuito adeguatamente.
C’è la crisi, e quella str$$za persiste, e già avere un lavoro è una grande fortuna, se poi non è sufficientemente retribuito, va bene lo stesso, ché mica si può sempre avere la luna.
E poi in fondo mica si tratta di andare a zappare la terra (anche se oggi forse potrebbe essere la scelta più appropriata).
Ecco la solita famiglia si trova ad un bivio.
Lavorare per la solita donna costa più che rimanere a casa e non sa davvero che cosa fare. Lasciare le sembra di buttare tutto alle ortiche (e 15 anni di professione non si cancellano con un click). Rimanere le sembra altrettanto stupido se non ci va almeno in pari con lo stipendio.
E poi c’è la paura, quella dannata paura, di sbagliare sia in un senso che nell’altro che oscura ogni prospettiva.
E per finire lei, la luna, la vuole.
I soliti coniugi si sono dati tutta l’estate per riflettere e decidere.
Intanto si accettano consigli spassionati.

29 Comments #noivaliamo: la solita maternità a tempo pieno?

  1. Avatarslela della Tribù

    Io sono veramente tanto, ma tanto stanca di pensare sempre al problema soldi. Che poi soldi e salute, non so perché, vanno sempre di pari passo, sono direttamente proporzionali.
    C’è anche da mettere sul piatto della bilancia la soddisfazione personale, la stimolazione intellettuale ed emotiva di socializzare e applicare le proprie capacità.
    Ormai l’ho detto tante, volte, anch’io lavoro in rimessa e, non potendo abbandonare il mio lavoro, né aumentare le ore, sto cercando idee da “affiancare” all’attività principale e, perché no, per far lavorare di più anche mio marito. E’ diventato un chiodo fisso, ma ancora non ho l’idea vincente.

    1. AvatarLa solita Simonetta

      Esatto soldi e salute vanno di pari passo, sempre :D!
      La soddisfazione personale ad un certo punto non la prendo neanche più in considerazione. Parlo di professionalità. E’ come dicevi tu: se il tuo lavoro lo fai bene perché non deve essere ben retribuito. Nella libera professione, i clienti si allontanano, ma poi ritornano, nel mondo delle biblioteche sei sempre a livello di “gavetta”.
      Penso al futuro e se abbia ancora senso andare in rimessa per un lavoro con scarsissime prospettive proprio per quel futuro.
      Boh!

  2. AvatarParola di Laura

    Mica è facile, purtroppo la verità è che non è facile prendere decisioni in maniera serena quando di mezzo ci sono i soldi 🙁

    Non so cosa consigliarti ma ti auguro di arrivare alla soluzione con la maggiore serenità possibile <3

  3. Avatarfranci

    Consigli?? aimè non ne ho …. bel bivio del cavolo hai davanti … posso solo mandarti un abbraccio virtuale e una speranza che tutto si aggiusti in un modo o nell’altro..

  4. AvatarMoonlitgirl

    per me ha senso lavorare se si hanno mille soddisfazioni o si guadagnano tanti soldi….e se ci sono entrambe le cose meglio ancora!!! Ma capisco che questo è utopistico!!
    io fossi in te….mi adopererei (cosi come sto facendo io) per trovare un’alternativa, ovvero un lavoro che prima di tutto ti dia soddisfazione. Proprio perché sei ad un bivio gioca il tutto per tutto, se hai un sogno rincorrilo……
    ecco quello che io farei….

    1. AvatarLa solita Simonetta

      Non lo so perché proprio adesso, ma ho paura. E’ strano ammetterlo, ma è così…
      E’ per questo che sto prendendo tempo, per ragionare con calma.
      Grazie e un abbraccio forte :D!

  5. AvatarGaia Racconta

    a questo tuo punto io mi son trovata quasi un anno fa e ho scelto la strada di stare a casa. dapprima sconforto, umiliazione, senso di impotenza, la smania di rimettere tutto in piedi, di riprendermi quello che era mio. oggi, la serenità di aver fatto la scelta giusta e la saggezza di sapere che quei piccoli passi fatti finora sono esattamente ciò che voglio dalla vita e sono esattamente retribuiti per quello che valgo/voglio. non si getta nulla alle ortiche, soprattutto 15 anni, si può solo decidere se continuare a seminare lì oppure altrove… un abbraccio: non sai quanto ti capisco!!! e come slela della tribù: anch’io non ne posso più di pensare ai soldi…

    1. AvatarLa solita Simonetta

      Grazie Gaia hai usato le parole esatte, meglio di quanto ho fatto io: “sconforto, umiliazione, senso di impotenza, smania di rimettere tutto in piedi, di prendermi quello che è mio”. E’ proprio come mi sento io…
      Un abbraccio forte e grazie :D!

  6. Avatarannina

    mi sto trovando nella tua stessa situazione, forse con qualcosa di diverso ma ci siamo…
    nel senso che cn il lavoro che faccio non guadagno molto, questa crisi nn ha aiutato le piccole aziende..ho una caffetteria e lavoro c’e’ sempre meno , ora mi organizzo gli orari come voglio cosi’ sono riuscita a non portare mattia al nido..
    ma quando fara’ la materna, potrei anche decidere di cambiare lavoro e trovarmi qualcosa per conto mio e nn piu’ in famiglia…l unico neo e’..che orari mi faranno fare?
    e chi mi terra’ mattia poi..?
    quindi sono un po’ combattuta se continuare a guadagnare poco e avere gli orari che voglio o guadagnare e trovarmi una tata che me lo vada a prendere dalle 4 alle sei…
    sono un po’ combattuta…perche’ sai i figli sono nostri ed e’ difficile da accettare la scelta di una persona fuori famiglia..

    1. AvatarLa solita Simonetta

      Io ridurrei l’orario se avessi la possibilità di gestirmi i bambini. Purtroppo anche con un orario ridotto, non avendo nonni o parenti nelle vicinanze, c’è sempre bisogno di avere un aiuto extra e purtroppo costa (se pensi che gli lasci tuo figlio, non si può andare al risparmio…).
      Ti capisco perfettamente :D! E’ un momento di grande riflessione per tutte e due. fammi sapere quando decidi ;D!
      Un abbraccio fortissimo :D!

  7. AvatarRobin :D

    Io di consigli non ne ho, nemmeno per me stessa.
    Se posso però si intuisce un grandissimo rispetto e dialogo nella vostra coppia, e questo è già un fattore estremamente positivo. Ti auguro il meglio!

    1. AvatarLa solita Simonetta

      Oddio veramente io sono l’isterica, lui è il razionale, io parto per la tangente e lui mi ripiglia.
      Ogni tanto ci guardiamo e ci sembra strano che dopo tanti anni resistiamo insieme :D!
      Grazie per essere passata :D!

  8. AvatarAlice

    Consigli non ce ne sono. Nessuno può decidere per un altro, perché le situazioni sono tutte differenti.
    Hai parlato di soldi e salute. Ecco, io sto pensando alla mia salute senza rinunciare a un paracadute.
    Pesa tutti i pro e i contro e buttati Simonetta, dobbiamo cominciare tutti ad essere più positivi e credere che ci possano essere nuove opportunità. Lo so che sembro una pazza ma senza positività non ne verremo più fuori.
    Un abbraccio forte forte.

    1. AvatarVelma

      Però indipendentemente da questa cosa, pazza lo sei davvero, dai!
      Ragazze (ragazze, mo’! )….siignore, io faccio il tifo per voi!

    2. AvatarAlice

      @Velma: ragazze va benissimo! Signore a chi?!! E…lo so e ti ringrazio
      @Simonetta: tu dici così, in realtà mi guardano tutti come fossi una pazza. Appena riesco a trovare le parole ne scriverò di questo salto dal trapezio…ma con la rete, però! Prima devo far passare la prossima settimana, tra pianti e partenze da una parte e insensibilità dall’altra.
      Grazie Simonetta.

  9. AvatarSquabus

    ciao,
    arrivo via Robin e il suo post di oggi. Approdo giusto per un post facile-facile !! Accipicchia che tormentone. L’alternativa smette di essere tale in questi termini. Come si può lavorare e dover persino spenderci su per poterlo fare? Ma davvero come è possibile? Penso che quelli che la spuntano in queste situazioni son quellic he riescono ad inventarsi qualcosa di rivoluzionario.
    p.s. mi chiamano Squa

  10. AvatarGabriella Carofiglio

    che dirti…io finalm.la mia decisione l’ho presa (m forse la mia situazione lavorativa è messa peggio) e a breve ne parlerò sul web…sento di aver fatto la cosa giusta e sono serena (almeno oggi, almeno oggi senza ormoni scombussolati).
    Sento che al di la di tutto, è una decisione che spetta soprattutto a te, certo con consigli del marito…ma sei tu che devi decidere e…è difficile, cavolo! uff

    1. AvatarLa solita Simonetta

      E’ difficilissimo.
      I miei ormoni sono a palla perennemente ultimamente e quindi mi sembra tutto tragico. E poi sono arrabbiata, molto arrabbiata. E poi lo so che se facessi “solo” la mamma dopo un po’ i miei mi abbatterebbero come un cavallo.
      Cavolo, quant’è difficile :D!

  11. Avatarmammapiky

    Sono nella tua stessa situazione e mi sa che siamo in tanti ad esserci….magari cerca di valutare se il compromesso accettato, e che pesa sul bilancio provvisorio, possa essere rivisto tra qualche tempo e con il passare (si spera) della crisi. Se fosse così, forse vale la pena aspettare e stringere i denti ancora un pò.

    1. AvatarLa solita Simonetta

      In realtà sono paralizzata.
      Vedo che alternative ce ne sono davvero poche e le prospettive per le biblioteche non sono floride nemmeno per il futuro. Il nostro paese non investe in Cultura e le biblioteche non hanno quella visibilità che altri istituti culturali possono vantare. Se poi pensi a Pompei, solo per dirne una, capisci che manca la sensibilità e la lungimiranza per crederci davvero che l’Italia potrebbe vivere di Arte e Cultura.
      Pensi che se Francia e Germania avessero il nostro patrimonio storico-artistico farebbero quello che facciamo noi!?
      Scusa lo sfogo :D!
      Un abbraccio

  12. AvatarAnonymous

    ciao, forse sono l’unico papà che lascia commenti. comunque, io e la mia compagna siamo in una situazione simile. lei ha fatto per 13 sempre nello stesso posto un lavoro che l’ha gratificata parecchio, fa la designer. peccato che quando è rimasta incinta, al settimo mese si è dovuta ricoverare in ospedale fino alla alla gravidanza. e invece che ricevere tutto l’appoggio che avrebbe meritato dal suo capo, questo dopo che è nata la bambina, le ha detto senza troppi giri di parole di starsene pure a casa. ma che non pensasse che sia colpa della gravidanza, noooooo, per carità, è che ultimamente lei è stata assente dal lavoro. e certo, tra visite varie, preoccupazioni e, infine, ospedale, ci credo che è stata un po’ assente.
    in ogni caso, ora stiamo pensando di approfittare di questa situazione, di un’occasione avuta da me in puglia (viviamo a milano lontani da tutti i nonni) e cambiare completamente stile di vita. guadagneremmo molto meno, ma magari ne guadagneremmo in slaute mentale. ma, come di ci tu, è davvero difficile decidere. anche perchè non decidere nulla sarebbe comunque una decisione.
    in bocca al lupo a tutte e, forse, certe volte, bisognrebbe davvero pensare col cuore.
    un abbraccio, p.

    1. AvatarLa solita Simonetta

      Sono sempre i benvenuti i papà, visto che sono compagni di noi mamme-donne.
      Io ti auguro in bocca al lupo e capisco il tuo punto di vista. Ridurre lo stile di vita per guadagnarci in salute.
      Purtroppo c’è un limite alla riduzione, oltre al quale si parla di sopravvivenza.
      Condivido pienamente la vostra scelta. Sono convinta che vista la situazione italiana, oggi come oggi, convenga investire in noi stessi. Se possibile, è necessario mantenere un lavoro dipendente fin tanto che non decolla qualcosa di nostro. Se pensi che in pensione non ci andremo mai. Che molto probabilmente a partire dai 45-50 anni ci butteranno fuori ugualmente da mondo del lavoro dipendente per far spazio ai giovani.
      Hai ragione che non decidere, è comunque una decisione.
      In bocca al lupo anche a voi
      Baci a tutti e tre :D!

  13. AvatarMamma Avvocato

    Scegli di continuare, perché poi i figli crescono ma la soddisfazione lavorativa e personale resta..ora forse le spese superano il guadagno ma un domani, quando avranno meno bisogno di presenza costante i figli? Pensaci.

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