LAVA: l’altro fratello

Un altro fratello* di Matthew Cordel edito da La Margherita è il libro che fa per la pallosa famiglia.
Tre figli dal punto della solita mamma sono un numero giusto (se avesse scoperto le gioie della maternità una decina di anni prima forse un quarto bambino avrebbe potuto aggiungersi, ma tant’è!).
Dal punto dei soliti figli un po’ meno.
Soprattutto Pallino, il primo figlio ormai seienne, vorrebbe tanto essere figlio unico un giorno ogni tanto (anche se poi per giocare le sorelle possono sempre tornare utili). Ugo, il protagonista maschile, dell’albo per quattro fantastici anni ha avuto mamma e papà tutti per sé.
Volete mettere quando cantava, la gioia di vedere piangere il papà di gioia!
Fino a quando non hanno cominciato ad arrivare altri fratelli (ben tredici fratelli per l’esattezza!), uno dietro l’altro.
Ed è a partire da questo momento che in casa scattano le dinamiche che chi ha più di un figlio conosce bene: la mancanza assoluta di privacy per il povero Ugo.
Eggià  E a Pallandia Home Pallino ne sa qualcosa.
E non a caso la solita mamma ha fatto una fatica pazzesca a restituire Un altro fratello* in biblioteca. Il primogenito lo nascondeva per evitare che la solita bibliotecaria lo riportasse indietro. Così la solita consumatrice di carta ha capito che l’albo doveva entrare di diritto tra i capisaldi della bibliografia pallosa! L’ha dovuto comprare.
Come potete capire, per il solito figlio, la bellezza dell’albo sta nella capacità di immedesimarsi in Ugo. E questa è anche la straordinaria meraviglia che il metodo LAVA riesce a fare. Interpretare emozioni sottopelle che qualche volta i bambini faticano a elaborare razionalmente.
Per la solita donna invece, la particolarità del libro sta nell’insolita immagine di Ugo che fa la maglia a ferri.
“Quando Ugo creava un piccolo capolavoro a maglia, la mamma applaudiva orgogliosa.” (cit.)
Decisamente nuovo il ruolo di un maschietto alle prese con i ferri e la calza.
Gli stereotipi, anche nella letteratura per l’infanzia, impongono di solito che al maschile non vengano attribuiti compiti tipicamente femminili.
A voler cavillare poteva essere il padre ad essere orgoglioso del figlio (e non la madre!), ma per cominciare non è male. Per niente male.
E voi cosa ne pensate dei ruoli di genere nei libri per bambini? Ci fate caso?
Ne conoscete altri?

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12 Comments LAVA: l’altro fratello

  1. AvatarMamma Avvocato

    POvero ugo…tredici fratellini forse sono un pò troppi!
    L’albo deve essere proprio carino, però. Devo chiederlo in biblioteca.
    Gli stereotipi sono ovunque: è sempre la mamma che fa il bagnetto ed il bucato, mentre il papà guida il camion o la moto e insegna ad andare in bici. In un libro sui trattori, di quelli da toccare oltre che da leggere, che il nano adora (ne ho parlato qui: http://www.mammavvocato.blogspot.it/2013/06/le-nuove-entrate-della-nostra-libreria.html) c’è anche una donna a guidare il trattore in campagna…finalmente!

    1. AvatarLa solita Simonetta

      Ho appena portato a casa “Che forza papà” di Isabella Paglia dove ci sono papà che lavano, che stirano, che fanno lavatrici tragiche (ma anche io ne faccio ogni tanto :D!).
      Sì, qualcosa sta cambiando e ne sono contenta :D!

  2. Avatarkemate

    Oh si che ci faccio caso, tendenzialmente sono sempre alla ricerca di personaggi femminili ‘tosti’ che escono fuori dai soliti clichè.

    Questo me lo segno proprio per il motivo che hai segnalato.

    1. AvatarLa solita Simonetta

      Io ho un maschio e due femmine. Mi piace l’idea che anche ai maschietti non sia precluso niente. Da donna cerco anch’io ruoli forti. In realtà c’è bisogno di normalità che tenga conto che se una ragazza piange, può esserci anche un ragazzo che lo fa. Al momento nella letteratura ci sono grandi eroine ribelli, e troppi maschi “schiappe”.
      C’è ancora da fare per avere la parità da entrambi i punti di vista, credo.
      Un abbraccio

  3. AvatarTinella

    La questione di genere sta molto a cuore anche a me, infatti cerco sempre di proporre ai miei marmocchi dei personaggi che non siano troppo stereotipati. Ma a volte è davvero difficile. Il tuo suggerimento potrebbe essere un ottimo spunto per le prossime letture!

    1. AvatarLa solita Simonetta

      Lo stereotipo tranquillizza.
      Incastrare tutti in ruoli chiari semplifica. In apparenza, perché poi quando il diverso fa capolino è tutta un’altra storia.
      Come dicevo in qualche post fa bisogna cercare di essere attente e contagiose perché rischiamo di crescere delle isole solitarie.
      C’è così tanto da dire e da fare. Però sono contenta che siamo sempre di più a pensarla allo stesso modo.
      Grazie e un abbraccio :D!

  4. AvatarA Tea For U

    Solo mio figlio mi chiede altri fratelli, maschi perché una sorella femmina gli è bastata e avanzata, e se gli ricordo che gli toglierebbero spazio e attenzioni, mi risponde che non importa, che lui è grande e che ha spazio nel suo letto e nella sua camera ?! eheheheh

    1. AvatarLa solita Simonetta

      La mia terza figlia che adesso ha quattro anni proprio qualche giorno fa mi ha chiesto una sorellina piccola (in realtà vorrebbe tramandare la tradizione di despota che la sorella più grande in inaugurato). Mio figlio invece svenderebbe le sorelle al miglior offerente.
      Quindi non so cosa ne pensi tu di avere il terzo bambino, ma sicuramente questo libro potrebbe essere usato per scongiurare il desiderio di una nuova sorella da parte di tuo figlio.
      I genitori delle 13 pecorelle comunque sono fantastici ;D!
      Baci

  5. Avatarmaris

    Un libro assai originale, mi sembra, specie per il fatto di Ugo che lavora a maglia 🙂 direi che 13 fratelli sono un gran bel numero 😉

    Buon fine settimana!

  6. AvatarSquabus

    ma quanto mi piace questo LAVA! Noi con Pistacchio sfogliamo dei librini insieme da quando era proprio piccinissimo, puntiamo alle figure e descriviamo cosa c’è, però non leggiamo davvero, anche perchè ora che ha 17 mesi se è in braccio vuole toccare. Immagino che c’è giusto da sederlo e leggere. Andrò a cercare se hai scritto cosngili specifici

    1. AvatarLa solita Simonetta

      Ci sono libri specifici per quell’età. Non è ancora il momento di cominciare con storie complesse. fai benissimo a scegliere libri con figure semplici e dei quali pronunci le parole. E’ importante per l’associazione-astrazione immagine definizione.
      Ops, faglieli anche a assaggiare: è normale ;D!

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